Truffa del parmigiano: il parmesan americano contiene segatura

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La scoperta è stata fatta dalla Food and Drug Administration (Agenzia statunitense per alimenti e medicinali): il Parmesan Cheese, formaggio grattugiato tipo parmigiano in vendita degli Usa, è in realtà composto da un mix di formaggi non meglio identificati e conterrebbe segatura di legno, la consistenza è identica a quella del formaggio grattugiato, e quindi è quasi impossibile accorgersi della differenza. La Food and Drug Administration, tra i requisiti per poter etichettare il prodotto come Parmesan ufficiale, indica un massimo di umidità pari al 32%, una consistenza granulosa, una buccia resistente ma fragile e, tra le altre cose, l’essere fatto con latte di mucca. Ma, come riporta il Washington Post, da nessuna parte si parla di pasta di legno come ingrediente appropriato.

La FDA ha iniziato ad occuparsi del falso parmigiano già nel 2012, quando fu fatta un’ispezione non preannunciata allo stabilimento della Castle Cheese Inc. in Pennsylvania, scoprendo che il suo parmesan non conteneva nessuna traccia del vero parmigiano ma veniva realizzato con un mix di formaggio svizzero, mozzarella e cheddar, con la sospetta presenza di tracce di cellulosa. La Castle Cheese Inc. di Michelle Myrter ora rischia una multa di 100 mila dollari per frode. Inoltre l’accusa contro la Castle Cheese Inc. provocò il blocco dell’azienda che, l’anno successivo, presentò istanza di fallimento.

Secondo la Coldiretti la presenza di «trucioli di legno» per arricchire i contenuti del Parmesan grattugiato statunitense “smaschera l’inganno del falso Made in Italy che utilizza nomi che richiamano specialità nazionali di prestigio per spacciare produzioni di bassa qualità, quando sono addirittura rischiose per la salute” . Poi aggiunge che “negli Stati Uniti il 99% dei formaggi di tipo italiano in vendita sono tarocchi , nonostante il nome richiami esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese, dal Parmesan alla Mozzarella, dalla Ricotta al Provolone, dall’Asiago, al Romano. Uno scippo che riguarda anche denominazioni tutelate dall’Unione Europea con la produzione di Parmesan statunitense che ha raggiunto i 144 milioni di chili, circa la metà di quello originale realizzato in Italia”.