Truffa in Campania, 2500 richieste illecite per la cassa integrazione

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Truffa in Campania
Fraud, Fonte Pixabay, Autore Mohamed Hassan

Durante i periodi di crisi, come quello che stiamo ancora vivendo, le persone furbe e disoneste non mancano. Una vera e propria truffa, in Campania particolarmente, ha infatti avuto luogo, riguardo la tanto desiderata cassa integrazione e proprio nel bel mezzo dell’emergenza COVID – 19.

PRIMATO ALLA CAMPANIA – Tra richieste individuali e provenienti da aziende, la Direzione Centrale Antifrode Inps ha notato qualcosa di strano in molte domande fatte da queste ultime. Dopo aver indagato sono emersi dati che suggeriscono una potenziale frode. Questo per quanto riguarda ben 2549 aziende, le cui intenzioni sono quasi certamente quelle di evadere la legge.

L’unica soluzione onde evitare attribuzioni indebite della cassa integrazione è stata di bloccare tali richieste. I numeri indicano chiaramente che questi tentativi di truffa, riscontrati specificatamente nel mese di aprile e maggio, sono decisamente maggiori rispetto a quelli dell’intero anno 2019.

Le 2549 aziende sono dislocate su tutto il territorio nazionale. 163 in Lombardia, di cui 144 a Milano, 333 in Sicilia e 263 a Roma. Ma il primato spetta alla Campania. Infatti, solo a Napoli sono collocate 348 di queste aziende potenzialmente fittizie, a fronte delle 506 totali nella Regione.

LA DIFFICOLTÀ DELLA SELEZIONE – Questa grande truffa, in Campania specialmente, coincide ovviamente con l’avvio delle pratiche per l’accesso agli “ammortizzatori sociali”. Un abuso puro e semplice degli aiuti finanziari forniti dallo Stato alle attività in difficoltà, dopo le chiusure forzate. Tra aziende veramente bisognose e altre tecnicamente inesistenti, o persino con un alto tasso di evasione contributiva, difficile fare una cernita. Il lockdown è stato un colpo duro per tutti e sicuramente le richieste, già numerose, continueranno ad aumentare.