Trump: retweet antimusulmani decontestualizzati e manipolati

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Vanity Fair

Trump non passa inosservato. Ogni azione, ogni parola e ogni video utilizzati dal presidente degli Stati Uniti d’America ha una conseguenza. Molto spesso, però, si va oltre le più mere aspettative di un autorevole spin doctor. La personalità ingestibile di Trump è fuori discussione e mettere le pezze sta diventando complicato.

Nei giorni scorsi, sul profilo ufficiale di Twitter del Presidente Trump sono comparsi dei video in cui erano ripresi uomini e ragazzini inneggianti la violenza islamica. La pubblicazione di questi tweet ha suscitato, nel mondo, reazioni immediate di opposizione alla tesi esposta dal  Tycoon statunitense. Tuttavia, un giornale importante e con una forte tradizione investigativa – Il New York Times – ha indagato circa la vera origine dei suddetti. Si è, quindi, scoperto che i video sono stati decontestualizzati e manovrati con l’intento di diffondere una veridicità non attinente a quella ripresa effettivamente. Infatti, per ogni video c’è una spiegazione. Il primo riguarda una rissa tra giovani olandesi; il secondo ritrae un tale Abo Omar Ghabra (estremista di Jabhet al-Nusra collegato ad al Qaeda) mentre nel terzo ci sono dei ragazzini islamici che, rifugiati su di un tetto, vengono scaraventati giù dagli islamisti per aver semplicemente manifestato contro Mohamed Morsi.

In realtà, questi errori sono aumentati nell’ultimo periodo e nonostante lo staff di comunicazione del presidente sia instancabilmente al passo non si riesce a prevenire quella che potrebbe essere definita come una vera e propria malattia/ossessione: la “gaffeologia”. La tendenza di alcuni personaggi influenti, in questo caso di un capo di stato, di cadere nell’uso di gaffe in modo pedissequo e continuativo. Con il rischio non solo di risultare banale ma soprattutto inadeguato nel ricoprire ruoli così impegnativi.