Turchia, al via la consegna dei missili russi S-400. Preoccupazione alla Nato per “potenziali conseguenze”

0
Fonte wikimedia commons

Preoccupazione alla Nato per la consegna del primo lotto del sistema missilistico russo di difesa antiaerea S-400 alla Turchia. Il lotto di missili russi è atterrato alla base aerea di Murted ad Ankara dopo mesi di contrasto con gli Stati Uniti che, fortemente contrari all’acquisto di tali missili, hanno minacciato di imporre sanzioni alla Turchia.

Recep Tayyip Erdogan ha deciso di ignorare la minaccia statunitense e ottenere gli S-400 entro il 15 luglio, data dal forte valore simbolico in quanto terzo anniversario del fallito golpe in Turchia.

Una scelta che desta forti preoccupazioni tra i membri dell’Alleanza e che rischia di compromettere i rapporti con Washington, che aveva fissato entro la fine del mese il suo ultimatum per rinunciare all’accordo con Vladimir Putin.  Stando a quanto comunicato dal Pentagono, sarebbero a repentaglio i segreti militari occidentali.

La Turchia si qualifica dunque come primo membro dell’Alleanza a concludere questo tipo di contratto con la Russia, aggiungendosi alla Cina e all’India e virando decisamente a est per la gestione dei suoi interessi.

Donald Trump, la cui reazione all’accordo concluso non è ancora stata ufficializzata, durante il G20 di Osaka aveva incolpato il suo predecessore Obama di aver trattato ingiustamente Ankara così da spingerla a prendere accordi con i russi.

In attesa che gli Usa si pronuncino sulla vicenda è la Nato a temere le “potenziali conseguenze” del nuovo accordo, mentre dall’Ue fanno sapere che “spetta agli alleati decidere quali attrezzature militari possono comprare, ma l’interoperabilità delle nostre forze armate è fondamentale per la conduzione delle nostre operazioni e missioni”.