Turchia al voto, paura di brogli

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Dalle 6 di questa mattina urne aperte in Turchia, che torna a votare a meno di cinque mesi dalle ultime elezioni. Si temono violenze e allarmi per il rischio di brogli, tant’è che a presidiare i seggi ci sono 385 mila agenti. Di cui 255 mila poliziotti e 130 mila gendarmi aggiunti per rafforzare le misure di sicurezza. Uno schieramento a dir poco imponente che però non basta per tranquillizzare la situazione, specie nel sud-est a maggioranza curda, che arriva al voto quasi in stato d’assedio.

In lizza 16 partiti, con una soglia di sbarramento record al 10% (fonte ANSA).

Ricordiamo che a giugno l’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan ha perso per la prima volta dal 2002 la maggioranza per governare da solo. Nonostante il cessate il fuoco unilaterale dichiarato dal Pkk 20 giorni fa, gli scontri con l’esercito di Ankara sono proseguiti.

Dopo la strage del 10 ottobre ad Ankara, tutto il paese va a votare con terrore e paura. A monitorare le urne ci saranno i parlamentari osservatori dell’Osce e quelli dell’Assemblea del Consiglio d’Europa,  sebbene la loro presenza nei seggi più caldi sarebbe stata scoraggiata dal governo di Ankara.