Turchia: scontri tra polizia e curdi, arrestati 12 deputati

0
Dopo il fallito golpe, che aveva tentato di rovesciare il governo Erdogan, in Turchia si sono susseguite molte epurazioni e le libertà democratiche sono sempre più limitate, foto di Nanopress.

Dopo il fallito golpe dello scorso luglio in Turchia gli scontri e le epurazioni non sono ancora terminati. Questa mattina, dopo l’arresto di 12 deputati del partito filo-curdo Hdp, nella capitale del Paese Ankara, ci sono stati diverse manifestazioni respinte violentemente dalla polizia.

Selahattin Demirtas, leader del partito, è stato fermato e arrestato nella notte insieme ad altri 11 deputati con l’accusa di terrorismo”, per essere poi deportati tutti al al tribunale di Diyarbakir che ha convalidato l’arresto del leader dell’Hdp e di Figen Yuksekdag. L’arresto sarebbe scattato a seguito della nuova legge che elimina l’imunità parlamentare, i deputati, infatti, avevano rifutato di presentarsi spontaneamente davanti al giudice. Dopo gli arresti, in Turchia, erano stati momentaneamente bloccati i social network, per la prima volta, inoltre, sono stati bloccati anche Whatsapp e Instagram, programmi di messaggistica istantanea.

Questa mattina, a Diyarbakir, c’è stata una rivolta: un’autobomba è scoppiata davanti all’ufficio della polizia provocando almeno 9 morti e un centinaio di feriti. Secondo alcune fonti turche dietro all’attentato ci sarebbero i membri del Pkk, un noto gruppo terroristico curdo.

Dura la reazione dell’UE: “L’arresto dei deputati compromette la democrazia parlamentare“, hanno affermato l’Alto Rappresentante Federica Mogherini e il Commissario Johannes Hahn, che esprimono anche preoccupazione per l’Unione Europea. Il presidente dell’Europarlamento, Martin Shultz, inoltre, ha affermato che si tratta di un segnale spaventoso sulle condizioni del pluralismo parlamentare in Turchia e che le ultime iniziative del governo turco mettono in discussione le possibili relazioni tra Turchia e UE.

Dall’altro lato, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato inaccettabili le reazioni dei Paesi dell’Unione Europea, accusandoli, tra l’altro, di dare sostegno al Pkk. Ma la risposta dell’ Ue non ha tardato: “Non accetteremno lezioni sullo Stato di diritto da loro“, ha controbbattuto la Mogherini.