“Turchia serva della croce”: l’ISIS rivendica la strage di Capodanno

Il giorno dopo la strage di Istanbul arriva la rivendicazione dell'ISIS: "Turchia serva della croce". Intanto l'attentatore potrebbe provenire dallo Xinjiang, problematica regione cinese.

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Fonte foto: flickr

All’1.30 della notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio ad Istanbul, in Turchia, si compiva l’ennesima strage d’innocenti: su modello dell’attacco al Bataclan un uomo vestito di bianco è entrato armato di kalashikov in un nightclub del quartiere europeo della città inneggiando il solito, agghiacciante “Allahu Akbar”,  causando la morte di 30 persone, tra cui 20 tra studenti e turisti, e il ferimento di oltre 70.

A distanza di un giorno, oggi, l’ISIS tramite la sua agenzia stampa di Amaq ha diffuso un comunicato in cui rivendicava l’attacco al “Reina”, il nightclub colpito ad Istanbul. Nel comunicato l’ISIS ha definito la Turchia “serva della croce” e, riferendosi al suo ruolo nel conflitto in Siria, avverte: “Il governo di Ankara dovrebbe sapere che il sangue dei musulmani, uccisi dai suoi aerei e dalla sua artiglieria, provocherà un fuoco nella sua casa per volere di Dio“. Il killer, dunque, avrebbe presumibilmente agito secondo gli ordini di Abu Bakr al-Baghdadi.

Sono circa 17mila gli agenti che sono impegnati nella caccia del killer che, dopo l’attacco, sembrerebbe sparito nel nulla. Due quotidiani locali sostengono che l’attentatore potrebbe essere originario dell’Uzbekistan o del Kyrgyzstan, mentre la polizia ha già fermato 8 sospetti militanti dello Stato Islamico per presunti collegamenti nell’attentato.

In queste ore tuttavia, le autorità turche stanno vagliando l’ipotesi secondo la quale l’attentatore sarebbe asiatico, proveniente dallo Xinjiang, problematica regione della Cina nordoccidentale.  Lo Xinjiang, infatti, è una regione cinese con una popolazione, gli uiguri, a minoranza musulmana e turcofona, particolarmente refrattaria agli ordini imposti da Pechino già teatro di scontri interni e di presunti appoggi ad Al-Quaeda in Asia.

La scia della provenienza dall’Uzbekistan o dal Kyrgyzstan, come alcuni dei killer della strage di fine giuno all’aeroporto Ataturk di Istanbul,  sembrerebbe essere confermata anche dai tratti somatici dell’attentatore il cui volto appare in alcuni fotogrammi delle telecamere di sicurezza del Reina.