Twin Peaks e la ridefinizione del modo di fare serie tv

La terza stagione dello show riconferma l'estro visionario di David Lynch.

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Kyle Maclachlan in Twin Peaks (foto dal profilo flickr Bagogames)

Il 2017 ha segnato un importante e atteso ritorno per tutti i fan di serie tv vintage e non: come profeticamente annunciato da uno dei personaggi delle due passate stagioni, infatti, a distanza di 25 anni Twin Peaks, serie cult ideata da David Lynch e Mark Frost, è tornata sul piccolo schermo con una nuova stagione più criptica e visionaria che mai.

Giunta ormai al nono episodio, questa terza stagione a cui toccava l’arduo compito di mediare tra lo stile che negli anni ’90 portò la serie al successo planetario e un indispensabile restyling reso necessario dall’evoluzione dei tempi e dei modi di fare televisione, non ha lasciato indifferenti né i fan né gli addetti al settore quali critici, cinefili, giornalisti etc.

Come era facile immaginare, ancora una volta Lynch dà sfogo a tutto il suo estro artistico e non si fa remore a spingere oltre qualsiasi limite e a sovvertire le logiche e i meccanismi ricorrenti nel mondo delle serie tv. Lui stesso ha descritto questa nuova stagione come un film lungo 18 ore”, e le sue parole trovano riscontro nell’evidente tendenza a dilatare ogni scena oltre quella che potrebbe considerarsi una ragionevole durata.

Ritroviamo quindi l’attore Kyle Maclachlan nei panni dell’agente Dale Cooper (o quasi, come ben saprà chi segue lo show e ricorda il clamoroso finale della seconda stagione) e molti dei personaggi del cast originale divenuti ormai vere e proprie icone, incluso lo stesso Lynch nei panni del diretto superiore di Cooper, Gordon Cole. E in tema di icone, una clamorosa new entry di questa terza stagione è rappresentata dalla celebre ma allo stesso tempo misteriosa assistente di Cooper, Diane, mai apparsa sulle scene nelle prime due stagioni e che in questo nuovo capitolo ha il volto dell’attrice Laura Dern.

Diversa da ogni altra serie tv, Twin Peaks non sembra fornire neanche in questa nuova stagione risposte univoche e di facile interpretazione sull’annosa questione dell’eterna lotta tra il bene e il male, tema portante dello show fin dall’omicidio di Laura Palmer e dall’arrivo in città dell’agente Cooper.

Destinata, come i passati capitoli, a far parlare a lungo di sé, la terza stagione di Twin Peaks si appresta dunque a segnare un ulteriore solco nella storia della serialità televisiva.