U.S. OPEN 2016: Roberta Vinci tra passato e presente

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Il 29 Agosto hanno avuto inizio le partite del grande slam degli Stati uniti, l’ US OPEN, che si concluderà poi nella notte dell’11 settembre.

Tra le italiane ha partecipato anche Roberta Vinci. Si è detto che lei sia stata parecchio scaramantica: stesso hotel, stesso bar ,stesso cornetto dell’anno scorso quando a questo torneo arrivò in finale contro la storica amica Flavia Pennetta proprio dopo aver sconfitto in semifinale la strepitosa Serena Williams; la tarantina ha tante volte fatto almeno intuire che per lei quella fosse stata la vera vittoria, indimenticabile per la sua carriera. Non ci poteva credere, ormai giunta ad una fase critica e delicata del match l’abbiamo vista mettersi un asciugamano in faccia mentre si ripeteva semplicemente di correre e mettere la palla in campo.
Quest’anno Robertina è tornata sul quel campo nonostante avesse un problema al tendine d’Achille: ha lottato contro quel dolore che le ha impedito spesso di fare un servizio pulito, una delle armi vincenti del suo gioco. E’ riuscita ad arrivare fino ai quarti, per la quarta volta in carriera. E’ stata frenata dalla Kerber; è stata frenata da una condizione fisica non ottimale, da un po’ di sfortuna ma anche per merito di una ambiziosa rivale dalle ottime capacità,che ha fatto della potenza la sua caratteristica più evidente.
Il primo set si è giocato a distanze ravvicinate, ma purtroppo è la tedesca ad aggiudicarselo. Roberta avrebbe voluto vincerlo magari per avere una sicurezza in più, per quanto lei stessa abbia dichiarato, dopo aver superato gli ottavi, che tutto ciò può anche indurre ad abbassare la guardia.
Il secondo set è sembrato invece  a senso unico, l’infiammazione si è fatta sentire e l’azzurra non ha spinto più come all’inizio. La Vinci esce con qualche posizione in classifica in meno, ma a testa alta, senza il rimpianto di essersi risparmiata. Ha dato prova della sua esperienza e ha mostrato incredibili sfumature del suo tennis, veloce, preciso, ordinato, ragionato, aggressivo, talvolta elegante e questo basta per coloro che le hanno recato stima e ammirazione anche di quella che è la sua persona: umile, intelligente, testarda, simpatica, sempre ironica per ricordare a se stessa e agli altri che il tennis si gioca per divertirsi, per godere fino in fondo di passione, sciogliere, per quanto è possibile, la tensione. Guardare aldilà della rete l’avversario avendo negli occhi rispetto reciproco e determinazione.
Grazie lo stesso Roby delle mille emozioni, alla prossima.