sabato, Gennaio 17, 2026
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Aerei, voli cancellati e in ritardo: il nuovo regolamento dell’Ue sul risarcimento

L’Europa ha cambia rotta per le tutele dei passeggeri dei voli aerei. Dopo anni di trattative, il Consiglio Trasporti dell’Unione Europea ha approvato una riforma storica dove sono presenti 30 tutele per i passeggeri.

Queste modifiche regolamenteranno i risarcimenti in caso di cancellazione o ritardi dei voli, applicando un tetto massimo dei rimborsi. I cambiamenti aggiorneranno il Regolamento europeo 261/2004, che disciplina i diritti dei passeggeri aerei da oltre due decenni

CANCELLAZIONI E RITARDI VOLI – Accolte con favore da parte degli Stati Membri, queste novità introdurranno risarcimenti più equi e proporzionati in base alla distanza e al ritardo del volo, prevedendo però un rimborso più basso e margine di tolleranza più alto sulle ore di ritardo.

Nel dettaglio, per quanto riguarda i voli inferiori a 3.500 km, il risarcimento scatta una volta superate le 4 ore di ritardo e ammonta a 300 euro. Per i voli oltre i 3.500 km, in caso di 6 ore di ritardo, saranno rimborsati 500 euro.

Tra le principali novità, c’è anche l’introduzione di moduli automatici di rimborso in caso di cancellazione e la possibilità per il passeggero di riorganizzare autonomamente il viaggio se entro 3 ore non viene proposta un’alternativa, in un sistema pensato per ridurre reclami e semplificare l’accesso ai risarcimenti.

NUOVE REGOLE SUI RISARCIMENTI – In base a queste modifiche, in caso di cancellazioni le compagnie aeree dovranno offrire ai passeggeri un volo alternativo il prima possibile. In caso ciò non avvenisse, dopo 3 ore i passeggeri avrebbero diritto ad un rimborso fino al 400% del costo originale del biglietto.

Sempre in caso di cancellazione, le compagnie aeree dovranno fornire dei moduli da compilare ai passeggeri. In questo modo, l’Europa vuole tentare di disincentivare la politica di “no-show” (mancata presentazione) attualmente ampiamente utilizzata.

C’è da specificare che si tratta ancora di un’intesa. Il testo deve ancora essere discusso in Parlamento, che potrà proporre modifiche o approvarlo in via definitiva.

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