UEFA e FIFA pronte a cacciare la Grecia

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UEFA e FIFA contro la legge ellenica sulla violenza negli stadi: “Siamo pronti ad estrommetere la Grecia da ogni manifestazione”

 

La FIFA e la UEFA sono pronte ad allearsi per cacciare la Grecia dalle competizioni internazionali. Il motivo? La legge sulla violenza negli stadi che il prossimo 4 e 5 maggio sarà votata dal governo. Nel caso la legge dovesse essere accetta i due organi sono pronti a sospendere la Federazione ellenica ed eliminare le squadre nazionali dalle coppe continentali.

 

A far infuriare la FIFA e la UEFA è la nuova legge del governo Syriza contro la violenza negli stadi. Un provvedimento che dà all’esecutivo il potere di multare fino a 17 milioni i club, esautorando quindi dal potere sanzionatorio i due massimi organi del pallone continentale. In una lettera spedita al parlamento greco dalla FIFA e UEFA c’era scritto: “Se la norma sarà approvata

UEFA contro la Grecia
UEFA contro la Grecia

non avremo altra scelta che espellere la federazione calcio ellenica”. Ciò significa che ne la nazionale e ne alcun club potrà partecipare a competizioni internazionali. La Gracia non è la prima volta che è messa al muro. Infatti nel 2006 Atene fu momentaneamente sospesa.

Pronta la risposta del viceministro dello sport ellenico Stavros Kontonis: “I controlli di Uefa e Fifa sono chiaramente falliti, lo dimostrano i fatti. E noi non faremo passi indietro. Non cambieremo certo la filosofia della legge per loro.Mi pare che più che a salvare lo sport, pensino a destabilizzare l’ordine costituzionale del nostro Paese”. Lo stesso Stavros Kontonis invita Platini e Blatter al Partenone la prossima settimana per un incontro.
Questa legge arriva perchè in Grecia il campionato ellenico è stato sospeso già ben tre volte: la prima dopo la morte di un tifoso durante gli incidenti dopo una partita di terza divisione. La seconda dopo il misterioso agguato a un arbitro, la terza dopo gli scontri durante Olympiakos-Panathinaikos, sfociata poi in una scazzottata durante la riunione di Lega tra i due presidenti dei club con annesse guardie del corpo.