Umberto Eco: 84 anni di successi

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Umberto Eco
Umberto Eco

Nato nel gennaio 1932 compie oggi 84 anni una delle colonne portanti della letteratura italiana, Umberto Eco. Il filosofo di Alessandria conosciuto in tutto il mondo che ha esordito nella narrativa con il romanzo Il nome della rosa, continua a spendere le sue giornate dedicandosi alla scrittura e non smette di influenzare il pensiero contemporaneo.

Eco nonostante sia in “pensione” si conferma un punto cardine del mondo accademico, letterario, ma più in generale, un ottimo pensatore capace di riflettere sul passato (acute sono molte delle sue opere filosofiche su temi di estetica medievale o i suoi studi su San Tommaso), quanto di elaborare tesi acute sulla civiltà di massa di metà anni ’90 (si ricordino gli studi sulle avanguardie storiche nel testo Opera aperta, ad esempio) ma soprattutto in grado di non perdere mai di vista anche i cambiamenti che interessano l’era che stiamo attraversando.

Il quotidiano La Stampa ha riportato una simpatica affermazione dello scrittore: “quando si va in pensione si è impegnati molto di più, e non ne ho ancora capito bene il motivo, ergo lavoro sempre” all’interno di un articolo (https://www.lastampa.it/2016/01/05/cultura/caro-umberto-ricordi-quel-tema-solo-discreto-N91crroi6yNaLTTgyUo8RP/pagina.html per leggerlo) dedicato al compleanno di Eco dove si legge di quel tema di maturità che ricevette un giustizio “Discreto”.

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli” ha detto Eco, nel discorso declamato a Torino mentre riceveva la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media” a dimostrazione che Eco non smette mai di essere attento e pungente, con una buona dose dell’umorismo che lo ha sempre contraddistinto; è odi et amo per alcuni, ammirazione incondizionata di altri e totale disinteresse “degli imbecilli” verrebbe da dire.