Una giusta causa: anteprima cinematografica

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Una giusta causa: Fonte foto www.bing.com

Mercoledì 27 marzo c’è stata l’anteprima cinematografica del film Una giusta causa presso l’Università di Roma La Sapienza. Il film è invece nelle sale dal 28 marzo.          Si tratta di una storia vera ( biopic) diretta da Mimi Leader ed ha per protagonista assoluta Felicity Jones e poi Armie Hammer.                                                            Siamo negli anni 50, il 1956 per la precisione e ci troviamo all’Univesità di Harward dove la giovane ebrea Ruth Bader Ginsburg (la nostra Felcity Jones) viene accettata al corso di legge insieme a suo marito Martin D. Ginsburg.                                                             I due diventano così avvocati e mettono su famiglia con due figli,una casa e tanto amore. Le difficoltà non tardano a farsi sentire, infatti Martin presto si ammalerà e combatterà tutta la vita contro la malattia a fianco di sua moglie Ruth che non lo lascerà mai.             Il loro è un rapporto di aiuto e amore reciproco perchè come Ruth ha sempre sostenuto suo marito, lui ha sempre lottato con lei nella sua battaglia per i diritti delle donne.             Ruth è stata infatti una grande donna, avvocatessa che si è battuta sempre per la parità di genere, professoressa di diritto e seconda donna Giudice a far parte della Corte Suprema deli Stati Uniti D’America.                                                                                           Rifiutata dopo aver conseguito la laurea in Legge da tutti gli Studi di Avvocati del tempo, solo perchè donna, prende la strada dell’insegnamento in attesa di cambiare le eggi discriminatorie ed arrivare ad una vera parità dei sessi.                                               Quello di professoressa è un compito molto importante per lei, è la missione di cambiare le mentalità della nuova generazione e far aprire gli occhi alle giovane donne ai giovani uomini quanto le leggi di genere siano discrimanorie per entrambi i sessi.                      Importante da affermare è infatti il fatto che Ruth si sia battuta tanto per i diritti delle donne in primis, quanto per quelli degli uomini.                                                         Bellissima è la prima inquadratura del film dove una schiera di uomini in grigio entrano all’Università di Hardware e in mezzo a tutti abbiamo lei, la nostra Ruth che con la sua gonna azzurra da un pizzico di colore e perchè no anche di speranza all’interno del film.   Da questo si capisce che la Ginsburg diventerà oltre che un’icona di donna di legge, anche e soprattutto un vero e proprio modello culturale dagli anni 50 fino ad oggi.                     Da sottolineare è il fatto che lo sceneggiatore del film è Daniele Stiepleman, nipote dei coniugi Gridensburg e quindi sia legato e coinvolto affettivamente alla vicenda.                   La forza del film quindi, sta proprio nei dialoghi e nella potenza della parola.                    Si tratta della storia di due avvocati che hanno cambiato la storia dei diritti femminili e maschili e per questo la retorica è messa in prima linea.                                         Essendo però un film, la parola toglie spazio all’azione che sembra proprio passare in secondo piano o addirittura non esserci affatto.                                                                 Ciò, purtroppo da varie volte al film un senso di staticismo eccessivo.                                 Molto suggestive comunque le scene e i dialoghi di incontro-scontro tra Ruth e sua figlia di quindici anni con un carattere molto forte e testardo come sua madre.                                Nell’ultima parte del film abbiamo il processo alla Corte Suprema dove i coniugi Ginsburg difendono il caso di un uomo non sposato, che si prende cura di sua madre anziana che però non ha diritto ai benefici di legge riservati alle badanti perchè alcuni ruoli , come ad esempio il prendersi cura di una persona anziana e malata siano riservati escusivamente alle donne.                                                                                                                     Qui è rimasto alla storia il discorso di 5 minuti dove Ruth riesce a convincere i tre Giudici uomini della Corte Suprema a sostenere la sua causa, cambiando una legge ingiusta adattandola ai cambiamenti del tempo nella società americana.                                     Infine è da sottolineare la grande bravura di Felicity Jones, attrice già candidata agli Oscar per la Teoria del Tutto.                                                                                              Non si esagera a dire che senza di lei il film davvero non esisterebbe.                            Molto importante è anche la sua spalla Armie Hammer, che interpreta suo marito egregiamente e in modo equilibrato senza mai eccedere.                                               Ricordiamo Armie nel ruolo del giovane amante nel film Chiamami col tuo nome.             Consiglio vivamente di andare a vedere questo film per conoscere la storia di una grande donna e di suo marito che insieme hanno davvero contribuito a realizzare la società odierna: un mondo più equo con una migliore parità dei sessi.

Scheda del film:

Titolo: Una giusta causa

Genere: biografico, drammatico, sociale

 

Regia: Mimi Leder

Cast: Felicity Jones, Armie Hammer, Justin Theroux, Sam Waterson, Kathy Bates

Voto: 7