Una scelta difficile ne “L’uomo sulla strada”, opera prima di Gianluca Mangiasciutti

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foto di commons.wikimedia.org

Uscirà nelle sale all’inizio di dicembre L’uomo sulla strada, l’ultima fatica di Gianluca Mangiasciutti, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma lo scorso ottobre. Il regista, che si è trovato a dirigere dopo tanti corti il suo primo lungometraggio, ha scelto come punto focale, ma velato, il tema della redenzione.

La storia procede a passi lenti e ha come protagonista Irene (Aurora Giovinazzo) nuotatrice diciottenne che dieci anni prima ha assistito alla morte di suo padre, investito da un pirata della strada che è subito fuggito e che lei non ha fatto in tempo a riconoscere. Irrequieta ma talentuosa, dolce ma diffidente, si ritrova a vivere con la madre, il suo compagno e un fratellastro che poco sopporta. Sceglie così di andarsene da casa trasferendosi da sua zia, poco lontana, e di cercare lavoro. Lo trova in una fabbrica amministrata da Michele (Lorenzo Richelmy).

Le loro vite si incontrano, intrecciandosi e diluendosi nei giorni, mentre le macchine si surriscaldano, così come gli animi delle loro dipendenti, le insegne dei bar lampeggiano a intermittenza e le foglie dei boschi sono facile preda del vento. In questo turbinio di sensazioni, in cui tutto è continuamente messo in discussione, la narrazione si distende docilmente, restando in attesa e comunicando allo spettatore un senso di irrequietezza, come una bomba ad orologeria della quale non si conosce il tempo rimanente.

Mangiasciutti apparecchia un thriller sorprendente che resta in bilico tra l’animo buono, continuamente ossessionato dal desiderio di vendetta, e l’animo ambrato, risvegliatosi dopo un lungo sonno e alla ricerca del perdono. Le sorprese non mancano e si prestano facilmente ad una buona accoglienza da parte del pubblico, così come il finale.

L’uomo sulla strada è un film che indaga il rapporto tra padre e figlia, germina nell’assenza, ristagna nella sospensione, sviscera la fragilità e la ricchezza interiore della giovinezza, brilla tra le pupille di chi troppo ha visto e sopportato, arde nei cuori che, tesi allo spegnimento, arrischiano un incontro, quello scontro frontale e viscerale che potrebbe però rivelare cose inaspettate.