Da quanto emerso dal report mensile della società di consulenza Challenger, Gray & Christmas sono 153.074 i licenziamenti avvenuti questo mese negli USA. Si è rivelato il peggior ottobre dal 2003.
BOOM DI LICENZIAMENTI – Cattive notizie arrivano dal mercato del lavoro americano. Dai dati raccolti da Challenger, i licenziamenti annunciati in ottobre sono quasi triplicati rispetto al mese precedente, passando dai 54.064 di settembre ai 153.074 di ottobre.
Davanti ai dati presenti sul report mensile, Andy Challenger, chief revenue officer della società, ha così dichiarato: “Alcuni settori stanno subendo una correzione dopo il boom delle assunzioni causato dalla pandemia, una correzione dovuta all’adozione dell’intelligenza artificiale, al calo della spesa e all’aumento dei costi che spingono le imprese a congelare le assunzioni o ridurre il personale”.
È proprio nel settore tecnologico che avviene il maggior numero di licenziamenti dalle aziende statunitensi. L’uso dell’intelligenza artificiale, secondo Challenger, rende superflue svariate figure professionali, come confermano i 33.000 tagli avvenuti solo nel mese di ottobre.
Challenger ha poi aggiunto: “Alcuni settori stanno attraversando una fase di correzione dopo il boom delle assunzioni avvenuto durante la pandemia, in un contesto in cui l’adozione dell’AI, il rallentamento delle spese dei consumatori e degli investimenti da parte delle aziende, unito all’aumento dei costi, sta portando le aziende a ridurre le spese e a bloccare le assunzioni”.
