Vaccino, oggi la decisione dell’Ema su AstraZeneca: Italia valuta un divieto sotto i 60 anni di età

Alle 16 la decisione dell'Ema sui vaccini AstraZeneca. L'Italia valuta un divieto sotto i 60 anni di età ma le fonti da Palazzo Chigi rassicurano i cittadini

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siringa Vaccino, Fonte Pixabay, Autore MasterTux

Oggi alle 16, l’Ema si pronuncerà sul presunto legame tra il vaccino AstraZeneca e i rari casi di trombosi venosa cerebrale. Questa patologia, dopo le somministrazioni delle dosi, ha colpito 44 persone su 9 milioni in 30 Paesi. Secondo quanto trapelato in queste ultime ore, potrebbero esserci effettivamente dei legami, al netto di un rapporto tra rischi e benefici che resta comunque favorevole.

L’Agenzia Europea per i medicinali potrebbe non bloccare il siero anglo-svedese ma delegherà le Agenzie dei farmaci di ogni Paese su come impiegare il vaccino e se somministrarlo solo ad alcune fasce di età. Ad esempio, AstraZeneca attualmente viene somministrato agli over 55 in Francia, agli over 60 in Germania e agli over 65 in Finlandia.

LE DECISIONI IN ITALIA – Per quanto riguarda il nostro Paese, si sono intensificati i colloqui tra l’Aifa e il Ministero della Salute. A quanto pare, sembrerebbe probabile l’ipotesi di destinare il siero AstraZeneca alla popolazione più anziana. Tuttavia, non sappiamo ancora l’asticella di età: alcuni organi di stampa garantiscono over 65, altri over 60.

Questo limite di età costringerebbe un cambio di marcia per coloro che attendono il richiamo a partire dal mese di maggio. Nonostante ciò, fonti da Palazzo Chigi rassicurano i cittadini sulle dosi: non mancheranno “qualsiasi cosa accada”. A livello scientifico, restano ancora da chiarire i presunti collegamenti tra il vaccino AstraZeneca e i casi di trombosi. Le cause, come spiegato da Marco Cavaleri, non sono ancora note.

AGGIORNAMENTO DELLE 16:50 – Nella conferenza stampa tenutasi alle 16, l’Ema ha dichiarato che i benefici del vaccino AstraZeneca superano i rischi. Tuttavia, “i casi riportati di trombosi dovranno essere indicati come possibili effetti collaterali”. Infine, “l’Ema ricorda agli operatori sanitari e alle persone che ricevono il vaccino di rimanere consapevoli della possibilità che casi molto rari di coaguli di sangue combinati con bassi livelli di piastrine nel sangue si verificano entro due settimane dalla vaccinazione”.