Vale LP: “Voglio fare musica e stare bene”- Music Talk

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Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione da Vale LP.

Oggi, dodicesima puntata di Music Talk, il nostro format di interviste musicali, abbiamo intervistato per voi, Vale LP. Giovanissima campana ormai da un po’ inserita a pieno regime nel mondo musicale, si racconta ai nostri lettori. Una vita dedicata a pieno alla musica per realizzare qualche sogno nascosto. Buona lettura!

  1. Ciao Vale LP, come stai? Ci racconti chi sei per i lettori di Dailynews24 che ancora non ti conoscono.

Ciao a voi, Dailynews24, sto bene, sul serio . Sono felice per L’uscita che ha visto protagonista “Amerika” e sono molto carica per le cose che ne verranno. “Amerika” apre sicuramente il sipario di un progetto a cui lavoro da un po’ e finalmente qualche ‘’puntino’’ si sta unendo per dare vita ad un disegno . Per quanto riguarda il ‘’chi sei’’ posso risponderti che sto cercando di capirlo o di, semplicemente esserlo . Sicuramente riconosco di essere una persona che ha sempre sentito l’esigenza di comunicare ma che non sempre l’ha saputo fare. Da quando Vale LP fa compagnia a Valentina mi risulta più semplice ed è da questo che prende vita il mio progetto. Non vi so dire altro. Ho 21 anni, anche se non me li riconosco, sono campana, e non so che genere di musica faccio. Le presentazioni non sono mai state il mio forte perché per me hanno delle responsabilità e io non mi sento pronta a dire che faccio l’artista . Ma faccio musica nelle mie giornate e mi emoziono.

2. Da dove nasce la tua passione per la musica, quando hai capito che sarebbe potuto diventare il tuo lavoro?

Non ricordo un solo giorno della mia vita nel quale non abbia ascoltato musica. Poi ho da sempre un’ossessione per le parole e forse è per questo che ne ho sempre avuto anche un po’ paura. Scoprirmi nella musica per me è stato liberatorio. Allora ho incominciato a farlo quasi in modo terapeutico, per me, per dirmi delle cose e avere anche la possibilità di riascoltarle. Dalle demo quasi per gioco di Soundcloud nel 2018 ho conosciuto Miguel [Parres Navarro (manager)], che ha creduto in me da subito e che oggi mi accompagna nelle mie scelte artistiche. La musica mi ha fatto trascorrere i due anni più veri e belli della mia vita, ho vissuto esperienze magnifiche che mi hanno arricchito sia musicalmente che in maniere personale. Spero di donarmi alla musica sempre, come alla verità ed è questo il mio compenso. Ma se ciò, mi permetterà di comprare una casa ex.  A Posillipo e svegliarmi con caffè e vista del Golfo ogni mattina non mi dispiacerebbe.

3. Dall’ EP “FINE FRA’ ME” ad oggi con “AMERIKA” il tuo nuovo singolo, come ti senti cambiata, a livello di maturità artistica.

“Fine fra me” è come se mi avesse un po’ partorito. Non lo reputo un primo passo ma la retro che ti permette di uscire da quel parcheggio stretto. Una fine tra me e me. Un punto. Il volerlo condividere è dato dal fatto che amo sapere che chi mi ascolta possa capire la progressione e la crescita che c’è dietro di me. Faccio musica per mettermi a nudo e non ho mai avuto bisogno di vestirmi bene ad un primo appuntamento. Ed è proprio quello che ho cercato di comunicare con “Carini” la mia prima uscita dopo l’ep. Passando per le collaborazioni che mi hanno coinvolto, sicuramente in Amerika c’è una Vale LP più consapevole, arricchita di esperienze nuove e situazioni stimolanti.

4. A novembre scorso, in piena zona rossa, esce “Carini”. Come nasce e cosa rappresenta per te? Ce la descrivi con tre aggettivi, spiegandoli?

“Carini” rappresenta il mio biglietto da visita, lo colloco come il mio primo vero appuntamento con chi mi ascolta. ‘’Vestimi come ti pare’’ per me significa ‘’eccomi, sono pronto ad essere ai tuoi occhi chi vuoi che io sia restando comunque chi sono. Come se fosse la mia partenza per un viaggio ed è per questo che c’ è il riferimento a mia madre, come se nell’ansia pre-partenza avessi bisogno di lei per la paura di aver dimenticato qualcosa. La progressione del brano sta nel comprendere che tutti questi preparativi e ansie delle ‘’prime volte’’ alla fine sono inutili, che tanto quando fingi ti sudano le mani e tutti se ne accorgono . Dopo aver sentito dunque la volontà di non mentire, mi arrendo al fatto che anche se tentiamo di non apparire mai fragili, siamo carini cosi, negli sbagli, negli imprevisti, negli istinti. Sicuramente lo reputo un brano LEGGERO, perché in realtà tento di spogliarmi di alcune responsabilità , FRESCO e SFACCIATO.

Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione da Vale LP.
5.Hai totalizzato con pochi brani molti feat importanti: Lil jolie, Pretty solero, Coco… con chi ti piacerebbe collaborare in futuro.

Kanye West o LOREDANA BERTE.

6. Concentrandoci sul tuo nuovo singolo uscito l’11 giugno “AMERIKA”, ci racconti com’è nata l’idea del brano e di cosa parla. 

Il brano nasce comunque da un’episodio reale della mia vita. Questa storia io l’ho vissuta ed è mia completamente e forse in quel momento, quando l’ho scritta, avevo bisogno di far chiarezza su quello che era successo. Amerika dunque parla di un rapporto platonico, nato e alimentato tra due persone che a distanza vivono un rapporto profondo e tormentato, e al contempo privo di ogni vincolo, ma che rimane confinato a uno scambio di messaggi, perché quando si incontrano fisicamente tutta l’intimità scompare. Rifletto dunque su quanto la vicinanza d’animo possa unire due corpi geograficamente distanti in una unica energia e quanto la presenza fisica e tutte le eventuali dinamiche rapportuslii che essa comporta possano distruggere ciò che è forte nell’animo. C’è po un l’insofferenza dettata dal fatto che spesso è faticoso accettare che delle cose non vadano come si vuole, o che evolvano e finiscono. Quell’accettazione ti mette davanti a un bivio: andare avanti o restare intrappolati. Ma provare da soli e a senso unico è una cosa di cui non ho paura.

7. Qual è la frase più significativa per te di AMERIKA  e perché.

Secondo me , nel testo sono presenti tanti spunti interessanti . Non saprei direi la mia preferita ed è per questo che scelgo la più semplice, la meno concettuale ma che poi in realtà sintetizza il messaggio del Brano che è  TU MI FAI SENTIRE.

8. Domanda di rito, ci dici 3 album che ti hanno cambiato la vita motivando le tue scelte.

“The Life Of Pablo” di Kanye West: quando ho ascoltato la prima traccia di quel disco, Ultralight Beam, avevo sedici anni, ricordo che c’era l’alba, ero in macchina con i miei amici, mi sono emozionata e ho pianto. Kanye è un artista che ha segnato tanto la mia crescita e il mio fare i conti con la parte mia più vulnerabile sia emotivamente che musicalmente.

“Orange di Frank Ocean” ,quel disco mi ha fatto capire quanta forza esista nella consapevolezza della propria fragilità.

E poi “Nero A Metà” di Pino Daniele per mia madre, la mia famiglia e l’appartenenza ad determinato sentire.

9. Immagino tu abbia tanti progetti futuri, senza troppi spoiler su cosa ti piacerebbe focalizzarti, o quali obiettivi ti piacerebbe raggiungere.

Obiettivi zero, non se ne parla. Li odio, non capisco cosa ci sia di bello in loro. Voglio fare musica, stare bene, e se mi potrò permettere una casa a Posillipo, l’ho già detto ne sarò felice. Spero di cantare su un palco, spero di regalare belle emozioni, di riuscire ad incanalare le mie energie in cose belle. Ho un progetto pronto che uscira a breve e ne sono soddisfatta. Sento tanta verità e zero ostentazione, voglia di essere chi sono e sono felice di averlo espresso nei miei nuovi lavori. Amerika anticipa dunque sicuramente un progetto. Ma più di questo non riesco a vedere. Passo dopo passo. Ci sono tante cose su cui soffermarsi e zero voglia di correre.

10. Noi ti ringraziamo per l’intervista e… ultima domanda: sognando in grande, in futuro dove ti piacerebbe suonare in Italia?
  1. STADIO DIEGO ARMANDO MARADONA. Grazie a voi, è stato un piacere.