Variante COVID sudafricana a Varese, primo caso in Italia in un ospedale

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Terapia intensiva, Fonte Wikimedia Commons

Dopo tante inquietudini a seguito della diffusione della variante COVID inglese e sudafricana nel mondo, il primo caso arriva in Italia. Solo della seconda mutazione, per fortuna, la quale è ancora attualmente contenuta in un ospedale nella città di Varese.

VIAGGIATORE CONTAGIATO – Proprio nella località lombarda gli esperti scoprono la preoccupante situazione di un paziente ricoverato nell’ASST Sette Laghi. La vittima contagiata sarebbe tornata qualche giorno fa da un viaggio in un paese dell’Africa Australe, passando per l’aeroporto internazionale di Malpensa.

Successivamente ai vari controlli, l’uomo risulta positivo al tampone. I dati però non sono comuni e per questo vengono inviati all’Istituto Superiore della Sanità, per ulteriori analisi. Intanto il ricovero del paziente è immediato, così come il contact tracing. Questo per accertarsi che nessun altro viaggiatore possa essere fuggito ai radar delle autorità sanitarie locali.

In tal senso l’ospedale dichiara che: «Tutte le misure di sanità pubblica previste dai vigenti protocolli sanitari per il controllo della diffusione della variante sono attualmente in corso. Ad ora le situazioni non sarebbe motivo di allarme, ma rimane elevato il livello di attenzione da parte dell’autorità sanitaria».

VARIANTE BRASILIANA – Il primo caso di variante COVID sudafricana non è tuttavia l’unica alterazione del virus ad aver invaso il Bel paese. Infatti era presente già da alcuni giorni quella brasiliana, veicolata proprio da un 33enne della medesima nazionalità. Quest’ultimo era, casualmente, residente nella zona sud della provincia di Varese. Trattandosi di una variante finora sconosciuta, l’uomo ha anche lui subito un ricovero e i dovuti accertamenti. Questo prima di essere dimesso qualche tempo dopo.