Venezuela, Maduro grida vendetta e brucia gli aiuti sui ponti

Incendiati camion con cibo e medicine: caos alla frontiera con Colombia e Brasile. Non è servito l'appello del medico Olivares: "Vi chiedo di pensare col cuore".

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Foto da Wikimedia Commons

Non è servito l’appello di José Manuel Olivares incaricato da Guaidó del passaggio degli aiuti. “Vi chiedo di pensare col cuore, non potete non far passare medicine per persone malate di cancro, alimenti per bambini denutriti, non potete chiudere questa speranza per migliaia di nostri connazionali” ha dichiarato il medico venezuelano. La giornata dedicata agli aiuti umanitari si è trasformata in una vera e propria guerra civile controllata dalla vendetta di Nicolas Maduro, barricato con il solo pensiero di rispondere al “golpe”.

I soldati della Guardia Nacional Bolivariana hanno assalito sul ponte Francisco Paulo Santander, che unisce la città colombiana di Cúcuta con quella venezuelana di Ureña, due camion contenenti medicine e alimenti e li hanno bruciati davanti agli occhi dei volontari, arrivati sul posto con il solo scopo di aiutare chi è più in difficoltà.

Oltre la frontiera, nelle città di San Antonio e Ureña, i manifestanti chiedono di riaprire il valico ma sono stati violentemente repressi dalla polizia. Nel frattempo, Maduro ha tenuto un comizio a Caracas: “Oggi abbiamo sventato l’ennesimo tentativo di golpe imperialista. Le gloriose Forze Armate bolivariane sono fedeli alla rivoluzione, i traditori saranno puniti! Volevano convincere il mondo che con delle scatole di alimenti scaduti potevano decidere il futuro del nostro Paese. Donald Trump è un nemico dei venezuelani, oggi ha capito di che pasta siamo fatti”.

Sulla frontiera brasiliana, il presidente Jair Bolsonaro ha faticato molto per convincere i militari brasiliani ad accettare di partecipare all’operazione umanitaria. Sono stati inviati, infatti, appena due camion con provviste, rimasti bloccati a 500 metri dal valico venezuelano. Guaidó ha promesso che la lotta dell’opposizione continuerà: “La comunità internazionale ha potuto vedere come questo regime usurpatore viola i diritti umani. Bruciare gli aiuti umanitari è un delitto di lesa umanità. Il mondo ci appoggia”.

Inoltre, nella città venezuelana di Santa Elena, ci sono stati nuovi scontri che hanno provocato la morte di tre civili e gli indigeni hanno protestato contro la polizia con lo scopo di far aprire il varco. A Caracas e in altre città, i manifestati stanno cercando di convincere le diverse caserme militari ad accettare il programma di raccolta degli aiuti e a scegliere “la parte giusta della storia”.