“Verità per Giulio Regeni”: polemica comune-regione in piazza Unità a Trieste

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Si può riuscire a fare polemica politica anche su argomenti che dovrebbero cementare l’identità nazionale, su eventi che bruciano l’orgoglio di un intero popolo, come l’uccisione di un connazionale all’estero. Ce lo conferma Roberto Dipiazza, sindaco FI di Trieste, che ha rimosso lo striscione giallo su cui campeggiava un’espressione di solidarietà al ricercatore ucciso in Egitto che pendeva dalla balconata del comune che dà su piazza Unità. La reazione è arrivata quasi immediatamente dall’altra parte della piazza, dal palazzo della regione, in mani Pd, dal cui affaccio la governatrice Debora Serracchiani ha deciso di far pendere un identico striscione. La politica, come è noto, è anche e soprattutto scaltrezza, in questo caso il partito di maggioranza ce ne fornisce un chiarissimo esempio mediante una sua rappresentante, l’ingenuità del sindaco non rimane impunita e l’opinione pubblica è presto orientata. Dipiazza con diversi mezzi ha provato a giustificarsi definendola una questione politica, additando come scandalo lo sciacallaggio politico che il PD sta facendo della questione e specificando che il suo provvedimento ha semplicemente anticipato una decisione che il consiglio comunale avrebbe preso di lì a poco. Il picco dell’abilità comunicativa lo raggiunge però proprio l’esponente FI con un’interessante metafora odontoiatrica.”Ho tolto il dente cariato cessando tutte le polemiche”. Il profetico amministratore si vede piovere addosso le polemiche di chi vive quotidianamente di queste battaglie, come Amnesty international, e la trovata grafica del giornale triestino “Il Piccolo” che esce con una beffarda pagina gialla a ricordare il colore dello striscione. Si conclude così una vicenda che ci riporta romanticamente alle eleganti dispute tra dirimpettaie in perenne conflitto.