Vittorio Sgarbi, sulla lite con Mughini: “Non ho fatto niente stavolta”

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Vittorio Sgarbi. Fonte Wikimedia Commons

Durante l’ultima puntata del Maurizio Costanzo Show, a far discutere è stata la lite che ha visto protagonisti Vittorio Sgarbi e Giampiero Mughini. Riguardo a quanto accaduto sul palco del noto programma, il critico d’arte ha voluto raccontare la sua versione in una recente intervista.

“Non ho fatto niente stavolta” – Intervistato da La Repubblica, Sgarbi ha ovviamente parlato di quanto accaduto durante sul palco del talk-show. Tra lui e Mughini non si è trattato della prima lite, avvenuta qualche anno fa mentre si discuteva della crisi del primo governo Conte.

Questa volta, però, i due sono arrivati allo scontro fisico. Riguardo a quanto avvenuto, Vittorio ha ammesso: “Non ho fatto niente stavolta, è stato lui a colpirmi. Io ho difeso Al Bano che stava raccontando del suo rapporto con Putin”. Riguardo un possibile confronto con Mughini in trasmissione, richiesto da Costanzo per fare pace, Sgarbi ha dichiarato: “È un po’ una sceneggiata, vediamo, dai”.

L’uomo ha poi parlato di quanto ha recentemente attraversato con il tumore alla prostata: “Durante il lockdown facevo fondo ad Asiago. Mi si sono gonfiate le caviglie. Il medico, l’ex parlamentare Mario Pepe, quando ha visto l’esito delle analisi mi ha abbracciato: ‘Hai un tumore, ma non vedo metastasi'”. Da quel momento Sgarbi si è sottoposto alle cure: Quaranta radiazioni, al Sant’Elena a Roma, seguito dal professor Giuseppe Sanguineti. Ho fatto portare un quadro di Adelchi-Riccardo Mantovani e l’ho appeso al soffitto: lo guardavo mentre mi bombardavano”.

In passato, come ha raccontato il critico d’arte, ha già avuto problemi di salute. Dei problemi cardiaci, infatti, hanno fatto rischiare la vita a Sgarbi: “Ero a Brescia, e di notte aprirono le chiese solo per me. Poi, sfinito, dissi all’autista di portarmi a Firenze. Lungo il tragitto cominciai a sentire un gran peso sul cuore, dopo Mantova gli chiesi di uscire dall’autostrada e di raggiungere l’ospedale più vicino, a Modena. Svegliarono il primario e mi operarono. ‘Ancora mezz’ora e lei sarebbe morto’, mi disse il dottor Cappello”.

Vittorio Sgarbi ha infine parlato del suo rapporto con le donne: “Sono più di 1.500 credo quelle che ho avuto, le ho conquistate e dedicate a mio padre e a mio zio, Bruno Cavallini, grande letterato, lasciato dalla moglie perché gli aveva trovato le lettere d’amore scritte dall’amante. Io matto? Non sono matto, sono libero. Ho fatto quello che volevo”.