Volo Egyptair Parigi-Cairo sparito con 66 persone a bordo

Il relitto è stato ritrovato in mare. Il premier egiziano crede all'ipotesi terrorismo.

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Il relitto dell’aereo di Egyptair scomparso dai radar questa notte mentre era in volo fra Parigi e Il Cairo è stato individuato al largo dell’isola greca di Karpathos, in acque territoriali egiziane. Lo riferiscono i media francesi. Il volo MS804, con 66 persone a bordo (56 passeggeri e 10 membri dell’equipaggio), ha fatto perdere le sue tracce quando si trovava già nello spazio aereo egiziano, a circa 280 chilometri dalla costa. Le condizioni del tempo erano buone. Tra i passeggeri anche un bambino e due neonati. Indagini sulla situazione sono attualmente in corso, anche con l’impiego delle forze speciali. Attivato un numero internazionale (fuori dall’Egitto) da cellulare per i parenti delle persone imbarcate, +202 25989320. Non ci sono cittadini italiani tra i passeggeri. La maggioranza dei passeggeri sono egiziani (30), oltre a 15 francesi, un britannico, un belga, due iracheni, un kuwaitiano, un saudita, un sudanese, un portoghese, un algerino, un canadese e un cittadino del Ciad.
Non si può escludere alcuna ipotesi, nemmeno quella del terrorismo dietro la scomparsa di un Airbus del 2003 della compagnia EgyptAir.9

La compagnia aerea egiziana, che ha invitato alla prudenza per quanto riguarda le teorie sull’accaduto, ha assicurato di non conoscere ancora le ragioni per cui l’aereo sia scomparso, mentre i media francesi hanno riferito che il relitto è stato individuato al largo dell’isola greca di Karpathos, in acque territoriali egiziane e che almeno tre comandanti di navi che si trovavano in quell’area hanno visto fiamme in cielo.L’Airbus 320 precipitato era stato consegnato alla compagnia egiziana nel novembre 2003 e aveva accumulato 48.000 ore di volo. L’apparecchio, precisano fonti di Airbus, era immatricolato SU-GCC e portava la linea di serie 2088. Egyptair ha comunicato tramite Twitter i dati dei piloti: il capitano ha 6275 ore di volo, di cui 2101 su un Airbus 320. Il copilota ha 2766 ore di volo. Il ministero dell’Aviazione egiziano ha confermato lo schianto, mentre lo Stato maggiore della Difesa ellenica non è in grado di confermare che il volo sia precipitato nei pressi dell’isola greca, visto che non sono stati rinvenuti detriti, ha riferito l’ufficio stampa a Sputnik precisando che “finora non è stato trovato nulla” e si è in attesa di “riscontri da parte della guardia costiera”.

 

Giallo sull’allarme-C’è mistero sull’allarme che l’aero avrebbe lanciato prima di sparire. La compagnia aerea sostiene che alle 02.26, il velivolo ha lanciato un messaggio di Sos. Un segnale di emergenza dall’aereo è stato invece captato alle 04.26, circa due ore dopo aver perso le tracce del velivolo. Il segnale potrebbe essere stato inviato dall’apparecchiatura per la localizzazione dell’aereo installata sull’aeromobile. Ma l’Egitto smentisce invio dell’allarme: il primo ministro ministro Sherif Ismail ha detto che “non vi è alcuna informazione” sull’accaduto, precisando che quanto alla richiesta di soccorso non si è trattato di un Sos ma di una segnale trasmesso dalle strumentazioni di bordo del velivolo.

Reazioni dalla Francia: “Tutte le ipotesi sotto esame”. La Francia non esclude “alcuna ipotesi”, ha detto il premier francese Manuel Valls e “collabora attivamente” con l’Egitto per analizzare le circostanze. Il presidente François Hollande ha parlato con il suo omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi e ha convocato all’Eliseo una riunione interministeriale di crisi. Anche per il ninistro dell’Interno italiano, Angelino Alfano, “non si può escludere nulla anche la pista peggiore”. Alfano ha precisato che “il tempo dell’accadimento è troppo recente e in luogo troppo lontano per dare giudizi affidabili al momento”, ma che il nostro paese ha già attivato “tutti i canali informativi per avere notizie chiare nel minor tempo

Altre ipotesi. In campo, quindi, restano altre ipotesi. L’incidente o l’attentato. Nel secondo caso, l’altezza comunicata da EgyptAir esclude l’uso di missili terra-aria portatili – i cosiddetti manpads – di cui è dotato l’Is o altre formazioni terroristiche: l’Airbus era fuori dalla portata di queste armi. L’indagine partirà dal profilo dei passeggeri. Se si ipotizza l’attentato, il primo scenario da valutare è quello di un kamikaze che avesse con sé un piccolo ordigno, nascosto in un tablet o in un computer, da appoggiare al finestrino. L’esplosione a quella quota provocherebbe una rapida decompressione con la distruzione del velivolo. Ma può essere sufficiente anche un etto di tritolo con una miccia, secondo lo schema tentato nel dicembre 2001 da un convertito inglese che aveva nascosto l’esplosivo in una scarpa e fu fermato dagli altri passeggeri mentre cercava di farlo saltare sorvolando gli Usa.