Washington, assalto al Congresso Usa: almeno 4 morti, ipotesi rimozione per Trump

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Fonte Pixabay

Sale il numero delle vittime a seguito degli scontri avvenuti ieri a Washington durante l’assalto al Congresso americano da parte di alcuni sostenitori di Donald Trump: oltre alla donna uccisa da colpi d’arma da fuoco partiti un agente del Campidoglio, altre tre persone sarebbero infatti decedute per complicazioni mediche.

EMERGENZA PUBBLICA – Ammonterebbero a 13 i feriti e a 52 le persone arrestate, molte delle quali per violazione del coprifuoco. Il sindaco di Washington ha esteso l’emergenza pubblica per altri 15 giorni, fino al 21 gennaio, giorno successivo alla data prevista per l’insediamento di Joe Biden e per la quale si temono nuovi possibili tensioni.

IPOTESI RIMOZIONE TRUMP – Si sta intanto rafforzando nel gabinetto del Presidente l’ipotesi di invocare il 25/o emendamento per rimuovere Donald Trump: tale procedura prevede che il vicepresidente prenda i poteri qualora il presidente muoia, si dimetta o venga rimosso dal suo incarico e si differenzia dall’impeachment in quanto permette di rimuovere il presidente senza che sia necessario avanzare delle accuse precise. Secondo quanto riporta la Cbs, l’idea è al momento in discussione all’interno della Casa Bianca ma non è ancora stata sottoposta al vicepresidente Mike Pence. Anche diversi leader repubblicani ritengono che Trump dovrebbe essere rimosso prima del 20 gennaio, mentre altri esponenti opterebbero per l’impeachment.

DIMISSIONI E ACCUSE DI ELEZIONI FALSATE – Si susseguono in queste ore diverse dimissioni, dalla portavoce di Melania Trump al vice portavoce della Casa Bianca, e sarebbero sul punto di dimettersi anche il ministro dei Trasporti e il consigliere per la sicurezza Nazionale. Trump è intervenuto ieri in un video nel quale ribadiva l’accusa di elezioni falsate, invitando comunque i suoi sostenitori a “tornare a casa”, ed è stato temporaneamente bannato dai social network.

CONDANNA DAL RESTO DEL MONDO – Arriva unanime da tutto il mondo la condanna per l’assalto al Congresso statunitense. L’ex presidente Obama lo ritiene fonte di “grande disonore e vergogna” per gli Stati Uniti ma “non una completa sorpresa“: la violenza, ha dichiarato, è stata “incitata da un presidente che ha continuato a mentire sul risultato delle elezioni“. “La violenza è incompatibile con l’esercizio dei diritti politici e delle libertà democratiche“, ha dichiarato il premier italiano, Giuseppe Conte. L’episodio è stato duramente condannato da tutti i leader europei e le proteste hanno coinvolto il mondo dello sport americano.