Zona arancione in tutta Italia, la proposta dei governatori

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Zona arancione, Comuni a rischio zona rossa, Regioni in zona bianca
Nuovo Dpcm, Fonte MilanoBIZ

Nonostante le misure preventive attuali, la zona arancione potrebbe presto diventare una realtà per tutta l’Italia. Questo perché nell’intero paese i contagi stanno aumentando. E anche pericolosamente a quanto sembra. La colpa è da attribuire alle varianti del COVID-19, in particolare quella inglese, brasiliana e sudafricana. Ulteriori misure preventive sono quindi necessarie. E questo implicherebbe appunto, ipoteticamente, un ennesimo cambio colore.

LOCKDOWN SOFT – La proposta arriva direttamente dai governatori delle varie regioni. Questi ultimi, preoccupati, vorrebbero optare per un lockdown soft esteso a tutta la nazione, per poi ripartire tutti insieme dopo qualche settimana. In tal merito il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, dichiara quanto segue.

«Lo scenario è in peggioramento. Per la terza settimana consecutiva abbiamo incremento dell’incidenza e dell’Rt. Ciò richiede misure di mitigazione e attenzione perché la circolazione di varianti, sia di quella inglese, che diventerà dominante, che di quella brasiliana, presente nel Centro Italia, e di quella sudafricana, di cui conosciamo pochi e piccoli cluster di importazione, impongono di continuare con la prudenza».

Una stretta maggiore non è quindi da escludere. Toccherà a Mario Draghi, Roberto Speranza e il resto del nuovo Governo prendere una scelta. Una scelta come già detto prima in parte drastica, ma forse necessaria visto la situazione attuale.

MODELLO FESTIVITÀ NATALIZIE – In ogni caso la decisione dovrebbe giungere a breve, Questo perché il 25 febbraio scade il blocco degli spostamenti tra Regioni, finora in atto. Si andrebbe quindi verso un modello di lockdown molto simile a quanto avvenuto durante le feste natalizie. Periodo durante il quale tutto il Bel paese era ufficialmente in zona arancione.

Un modello che nel bene e nel male ha portato i suoi frutti. In tal senso, facile immaginarsi che il Governo possa cercare di reiterare quell’iniziale successo.