Reddito di cittadinanza, a Napoli scoperto un esercito di irregolari

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Blitz dei carabinieri

In Campania, più precisamente a Napoli, durante il mese di giugno l’arma dei Carabinieri ha condotto un’operazione, con lo scopo di controllare la leggitimità dei possessori del Rdc. Un piano dalle enormi dimensioni che ha richiesto la partecipazione di tutti i reparti dei Carabinieri con la collaborazione dell’I.n.p.s. Sono circa 2.441 quelli che ricevevano il Reddito di cittadinanza senza averne diritto, per un danno allo stato di oltre 5 milioni di euro.

Tra i denunciati la maggioranza è italiana. Dei 716 segnalati alle Procure sono 673 i connazionali richiedenti mentre solo 43 gli stranieri: 394 gli uomini, 322 le donne. Molti, di loro sono criminali, truffatori o parcheggiatori abusivi,  legati anche alla camorra, che percepivano il Reddito di cittadinanza, come ad esempio un esponente del clan Frizziero, che nonostante fosse agli arresti domiciliari, percepiva regolarmente l’indennizzo.  Tutti questi casi, aggiungevano oltre ai profitti illeciti, anche quelli garantiti dallo Stato come supporto contro l’indigenza.

Tra questi c’erano la moglie di un affiliato al clan Polverino, la coniuge di un nipote del capo clan. E poi la madre di un affiliato agli Amato Pagano, oltre al fratello di un esponente dei Nuvoletta. Il figlio di uno dei personaggi di vertice di questa famiglia era riuscito a intascare finora circa 6.500 euro, mentre la nipote di un altro ras del clan Orlando, che si trova in carcere, ha ricevuto oltre 19 mila euro.

Attualmente sono tutti in manette, con la conseguente revoca del reddito. Altri casi che sono emersi  vanno dal venditore ambulante di calzini o addirittura al rapinatore. Fece scalpore nel maggio scorso l’arresto di uno scippatore che, sotto le telecamere del comando stazione di Napoli Capodimonte, strappò la borsa ad una diciottenne che passeggiava con un’amica. Anche lui era percettore di reddito di cittadinanza e anche lui ha dovuto rinunciare al beneficio.

Un lavoro eccezionale e chirurgigo svolto dall’intera Arma dei Carabinieri, riconosciuto anche dal  senatore della Repubblica, Nicola Morra che  ha espresso “i più sinceri complimenti all’Arma per la complessa e articolata operazione contro i furbetti del reddito, veri e propri parassiti”. Il presidente della commisione antimafia ha poi aggiunto: “È indubbio  che leggendo dei diversi casi di specie, ci si chieda come sia possibile che i controlli abbiano fallito a monte, perché evidentemente erano false le richieste. Nel 2021 abbiamo tutta la tecnologia e i database per fare controlli incrociati. E ancora, per i detrattori del reddito, questa operazione risponde da sola: chi ha bisogno va aiutato, chi imbroglia punito. Mi auguro che la stessa attenzione per il denaro pubblico sia il faro che guidi la lotta all’evasione fiscale, la piaga che affligge il nostro paese e dove miliardi di euro scompaiono nel nulla. Il reddito di cittadinanza non va abolito, come qualcuno ripete stolidamente, ma doverosamente potenziato nei controlli prima.”