Occhialeria Bombagi – L’artigiano dell’occhiale in corno fatto a mano

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In esclusiva per dailynews24, Francesco Bombagi, proprietario dell’occhialeria bombagi.

La tua attività è un esempio di perseveranza e superamento personale: ci puoi raccontare più nel dettaglio com’è stato passare dall’università alle attività alimentari e infine al mondo dell’occhialeria soprattutto per quanto riguarda il dover ricominciare da capo e reinventarsi?

“Devo ammettere che a 20 anni non avessi le idee molto chiare sul mio futuro, credevo di averle, in fondo le mie scelte le avevo fatte, la facoltà di Medicina e Chirurgia doveva rappresentare la strada da percorrere seguendo le orme di mio padre…forse inconsciamente quel futuro me lo sono “appiccicato” addosso credendo fosse il mio ma probabilmente era più il futuro che avrebbe voluto la mia famiglia…così dopo 2 anni, in un momento psicologicamente debole ( una delusione amorosa ) passai alla facoltà di architettura che sentivo più confacente alle mie caratteristiche e desideri…questo passaggio di studi non ha definito la mia strada perché dopo altri due anni ho lasciato anche quella, però mi ha fatto capire grazie a dei laboratori organizzati, forse definitivamente che il mio mestiere avrebbe avuto a che fare con l’artigianato e con le realizzazioni artistiche. Purtroppo l’avventura dell’oreficeria, seppur un mestiere stupendo, non ebbe seguito per via di molti fattori, uno su tutti la fase discendente di un settore che aveva subito fortemente la crisi economica. Quello che è avvenuto negli anni dopo è stata la semplice evoluzione di un processo di cambiamento che necessitava di molto tempo per realizzarsi…è più difficile realizzare il tuo futuro quando capisci la tua strada così tardi, iniziano le responsabilità, certi doveri che fin quando sei ragazzo vengono sbrigati dai genitori, e così non puoi buttarti totalmente in una cosa senza ponderarne bene le conseguenze. Per questo motivo ci sono state gli inframezzi delle attività di food end beverage, che dovevano garantire una “base” economica più sicura e stabile. Ma quando la tua testa è un continuo frullatore di pensieri, ma soprattutto sa di non essere pienamente soddisfatta, ecco che riaffiorano le idee di cambiamento…ed eccoci arrivati all’occhialeria, che pian piano ha iniziato a chiarire le idee e prendere sempre più stabilmente posto nei miei pensieri. Era il mix perfetto di tutte quelle cose che mi piacevano e poteva diventare un vero e proprio artigianato artistico”.

La definizione che meglio ti caratterizza è quella di “artigiano degli occhiali” e sei molto orgoglioso di andare controcorrente rispetto alle produzioni in serie delle grandi aziende: visto che hai lavorato nel campo del cibo potremmo equiparare la tua attività allo “slow food” e quindi in questo caso “slow glasses”?

“Beh in qualche modo si può considerare anche così, siamo soliti pensare che gli occhiali siano oggetti creati solo per sopperire ad un disturbo della vista e che spesso per molti siano anche un problema estetico…in realtà questo è un pensiero ormai datato e superato perché oggigiorno gli occhiali, da vista o da sole sono a tutti gli effetti un accessorio di moda, talvolta quasi imprescindibile. Ne esistono di tutti i tipi e di tutte le forme e colori, ma come tutte le cose moderne hanno subito la globalizzazione e di conseguenza hanno perso l’unicità…quella che invece io cerco in ogni occhiale che costruisco e su cui mi batto moltissimo…la mia idea è quella di creare un oggetto ad hoc sul cliente, personalizzandolo e
rendendolo un vero e proprio gioiello manifatturiero, qualcosa da curare e possedere con cura. Quindi si, come lo slow food di qualità nasce in contrasto al fast food “spazzatura”, anche i miei occhiali si distinguono per qualità dalle comuni montature prodotte in serie”.

Tra i materiali più esclusivi che utilizza la tua azienda c’è il corno di bufalo o il legno. Qual è la differenza tra questi due materiali e qual è il preferito dai clienti?

“Il corno naturale e il legno per certi versi sono materiali simili, si lavorano bene, possono essere intagliati e fresati bene, sono entrambi materiali naturali anche se il corno forse si avvicina di più a qualcosa che ci appartiene in quanto composto da cheratina come i capelli e le unghie. La differenza principale da un punto di vista tecnico sta nel fatto che il corno può essere un po’ più plastico rispetto al legno e quindi adattarsi più facilmente alle curvature di un occhiale…anche il legno può curvarsi ma si riesce a farlo solo seguendo le sue fibre, e nel tempo se non è “costretto” meccanicamente può far “ritorno” alla posizione naturale…il corno invece una volta raffreddato nella nuova forma, tende a mantenerla in maniera più stabile. Il legno è molto richiesto dai clienti anche perché rispetto al corno ha costi leggermente inferiori, ma chi desidera un occhiale più particolare e di lusso tende a scegliere il corno naturale nelle sue numerose varianti cromatiche”.

L’esclusività dei prodotti che escono fuori dalle tue mani e la possibilità di soddisfare le esigenze personali dei clienti fanno di Bombagi un marchio unico. Come si concilia per i clienti la necessità di avere un prodotto esclusivo con una spesa un po’ più elevata? In altre parole, il cliente è disposto a spendere per avere più qualità?

“Sono consapevole che i miei occhiali non siano alla portata di tutti e che molte persone la ritengano una spesa troppo elevata, ma come è noto la qualità si paga e credo sarebbe ingiusto non distinguere…le differenze sono enormi e il lavoro dietro le quinte non è minimamente paragonabile a quello svolto da una macchina…senza contare i materiali che ovviamente sono un valore aggiunto…le persone che ricercano queste caratteristiche lo sanno bene e non hanno problemi a spendere una cifra più elevata perché sanno che l’occhiale che gli costruisco non lo troveranno in nessun negozio”.

Collegandoci alla domanda di prima, pensi che il pubblico sia pronto a questa specie di ritorno a un artigianato di qualità anche nel campo dell’ottica? Ci puoi fare un profilo sociologico della tipologia di clienti che avete?

“Non credo che la maggior parte della gente sia pronta ad un occhiale fatto a mano con costi elevati, purtroppo per condizioni economiche carenti la massa è alla continua ricerca del low cost su tutti i fronti, credo piuttosto che il mio lavoro appartenga ad una nicchia o comunque a standard più elevati, del resto esistono cose al mondo che non sono alla portata di tutti…nei tempi moderni spopola la quantità piuttosto che la qualità, ma prodotti di alto livello sono sempre esistiti e sempre esisteranno e io voglio offrire questa possibilità
anche nel settore dell’ occhialeria”.

Se dovessi convincere i nostri lettori ad acquistare una montatura presso la tua azienda, cosa diresti per persuaderli?

“Non mi è mai piaciuto persuadere o convincere qualcuno su qualcosa, sarà per questo che nei lavori da venditore sono sempre stato una frana…ma sono conscio del fatto che al giorno d’oggi sia importante sapersi vendere, e c’ è chi riesce a farlo pur non avendo granché da offrire…anche su questo aspetto vado un po’ controcorrente…quello che posso dire però, è che ogni occhiale che costruisco nasce da una passione vera, ogni minuto che passo in laboratorio dietro ad un progetto è intenso ed emozionante e il tempo vola via…da questo può nascere solo qualcosa di buono ed ogni occhiale è unico nel suo genere…in ultimo ma non per ultimo posso dire che il cliente che si affida a me potrà contare sempre su un supporto, constateremo insieme ogni minimo dettaglio e farò sempre in modo di renderlo un cliente soddisfatto”.