Il Marocco proibisce la produzione e la vendita di burqa

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Bandiera del Marocco

Il neoeletto governo del Marocco ha proibito la produzione, la vendita e la diffusione del burqa. Ieri, infatti, tramite le forze di polizia, ha fatto pervenire, ai produttori del velo integrale islamico, una circolare in cui si invitano i produttori e i venditori (siti principalmente nelle città di Casablanca e Taroudant) a cessarne la commercializzazione e a liberarsi delle scorte. Pena: il sequestro delle merci e la chiusura del proprio negozio.

La decisione, riferiscono fonti del Ministero degli Interni, sarebbe stata presa per motivi di sicurezza, poiché negli ambienti estremisti, principalmente salafiti, il burqa viene indossato e si teme che con il suo utilizzo si possano portare a termine attentati, o si possano occultare persone pericolose e criminali di vario genere ricercati dalle autorità.

Non mancano però voci critiche. Nessuna legge del Marocco, infatti, proibisce di indossare un burqa o di produrlo e venderlo. Per questo motivo parte dell’opinione pubblica ritiene “arbitraria e illegale” la decisione del governo di Rabat.

In Marocco un burqa si vende ad un prezzo relativamente basso: 50 dirham, corrispondenti più o meno a 5 euro. Va detto che esso è una variante del più celebre burqa afghano. Mentre questo, infatti, copre tutto il corpo, compresi gli occhi, garantendo una visuale grazie ad una retina, quello marocchino, invece, lascia gli occhi scoperti interamente per mezzo di una feritoia. La maggior parte delle donne marocchine non lo indossa, limitandosi all’hijab. Solo quelle che vivono in un’ambiente integralista sono, molte volte, costrette a portarlo.

Questa è solo l’ultima delle decisioni del governo per modernizzare e mettere in sicurezza il paese da più punti di vista. Altra recente decisione è quella di controllare e revisionare i sermoni del venerdì, per evitare la diffusione di pericolose idee integraliste. E, anche nel campo della pianificazione energetica, la modernità ha incontrato la religione. E’ infatti del 2016 il varo di un piano di riconversione energetica al fotovoltaico di centinaia di moschee su tutto il territorio nazionale.

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