Allegri: “Dybala? Non è un problema mio. Juve in cima a marzo”

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IL CASO DYBALA

Dopo i fatti degli ultimi giorni, le vicende che hanno colpito la Juventus, con le dichiarazioni di Zamparini contro un Allegri presunto assassino del talento dell’attaccante argentino Dybala e le lamentele arrivate dall’alto, dal patron Agnelli, Massimiliano Allegri si fa sentire: “Oggi parlo io”.

L’allenatore è esploso in conferenza stampa, senza mai però superare il limite, parlando delle critiche che gli sono state mosse sia per la situazione in campionato e coppe, sia per quanto riguarda il caso Dybala, tirato fuori dal presidente rosanero. Si è difeso dicendo: “Dybala è quello che ha giocato più di tutti, è giovane, va gestito, ma io ho sempre avuto attenzione per i giovani”. Di contro, quindi, a quelli che l’hanno attaccato per il poco spazio concesso al 21enne attaccante argentino, Max Allegri risponde con i numeri, gli altri compagni di reparto hanno giocato meno di lui ed è vero, ma è il giocatore che fatica a trovare intesa nella squadra e fatica non poco a trovare il giusto gioco e la via del gol. “E’ stato pagato 40 milioni? Non è un problema mio, io faccio l’allenatore”: così risponde l’allenatore ex Milan, in maniera brusca alla stampa, lanciando un messaggio forte alla dirigenza. E continua dicendo: “cosa dovrebbe dire il Manchester che ha pagato 80 milione per De Bruyne?”.

AGNELLI E LA PROMESSA DI ALLEGRI

Si passa poi ad analizzare altri elementi in conferenza ed è la volta quindi delle lamentele che piovono dall’alto, dalla dirigenza, in particolare dal patron Agnelli. Allegri risponde: “ha ragione il presidente, la Juventus non può essere squadra da 14esimo posto, ma il punto lo faremo a Natale. Il campionato è ancora lungo, a marzo saremo in corsa per lo scudetto”.

Promette, quindi, il mister, fiducioso dei suoi e responsabile della pressione del nome della società, dal prestigio e dalla storia di successi che porta sulle spalle, ma pare non accusarne il peso. Anzi, fa promesse a lungo termine, che bisognerà però verificare col tempo. Pertanto ha indirettamente chiesto 5 mesi di tempo Allegri, per portare la vecchia signora nelle posizioni che contano, nella zona di comfort nella quale è abituata a stare, lì dove si gioca per vincere, non giocare bene.

E’ molto più scomoda di quanto pare la situazione, i tempi sono lunghi, questo è vero, ma quest’anno si stanno affermando nuove superpotenze nel panorama italiano e queste non scherzano di certo. I treni che hanno come destinazione lo scudetto paiono essere partiti da un po’, gli unici di buon nome che sembrano essere ancora fermi alla stazione di partenza sono quello bianconero, il quale tarda a trovare il pulsante che inneschi il motore, e quello rossonero, con le rotaie inceppate già da qualche anno.

Bisognerà vedere da dove ripartirà Allegri, dove andrà a mettere le mani per cambiare i pezzi che non vanno, quanta carica riuscirà a dare la squadra e quanto buon gioco riuscirà ad esprimere quest’ultima, che pare essere alla fine di un vecchio ciclo più che all’inizio di uno nuovo, essendo divisa a metà tra i senatori, ai quali manca la freschezza e la cattiveria agonistica d’un tempo, forse anche alla luce delle numerose partenze dei compagni di vecchia data, e tra i giovani, che sono tanti e di qualità, ma nessuno di loro riesce ad imporsi sull’altro guadagnando un posto da titolare che gli permetta di giocare con continuità. Intanto Allegri si gode l’unica certezza lì davanti, Morata, e afferma di credere in Madzukic, il quale ha fatto vedere cose egregie nelle poche partite fin qui disputate. Zaza, invece, pare essere ormai un caso archiviato, l’italiano pare abbia sprecato tutte le sue chance nella banda guidata da capitan Allegri.
Staremo a vedere fino a che punto il capitano sarà in grado di risollevare le sorti della nave, che pare essere diretta verso i più profondi fondali della classifica, oppure se affonderà con lei.
Intanto Agnelli ha cominciato a sbraitare, di certo non sono questi i segni di un rapporto stabile in grado di mostrare prospettive lungimiranti. Staremo a vedere.