Francia, Macron cede ai gilet gialli: il governo annuncia una moratoria sull’aumento delle tasse sui carburanti

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Foto da profilo Flickr KRIS AUS67

Uno storico risultato in Francia per il movimento di protesta dei gilet gialli che da settimane hanno messo a ferro e fuoco la città di Parigi: come annunciato in queste ore dai media locali, Macron e il governo francese hanno infatti sospeso l’aumento delle tasse sui carburanti così da mettere fine all’ondata di violenze scatenata dal movimento.

La decisione è stata ufficializzata dal primo ministro Edouard Philippe, che ha annunciato una moratoria di sei mesi sull’aumento delle tasse sui carburanti che avrebbe dovuto scattare dal prossimo primo gennaio. “Bisognerebbe essere sordi o ciechi per non vedere o sentire la collera dei francesi“, ha dichiarato il premier nel messaggio ufficiale alla nazione. “Nessuna tassa merita di mettere in pericolo l’unità della nazione“. Un’importante vittoria per i cosiddetti gilets jaunes, in riferimento ai giubbotti da automobilisti indossati dai dimostranti.

Il movimento di protesta è nato a seguito dell’aumento del prezzo di diesel e carburante dovuto a un programma del governo Macron sulla transizione energetica per poi trasformarsi in una rivolta di portata più ampia contro la pressione fiscale e il governo.  La prima rivolta si è avuta il 17 novembre per poi ripetersi nei successivi tra sabati nella città di Parigi, culminando nei disordini del 1 dicembre che hanno messo a ferro e fuoco la città con un bilancio di centinaia di arresti e decine di feriti.

Il governo aveva preso in considerazione lo stato di emergenza ma ha poi optato per il dietrofront annunciato in queste ore. Benjamin Cauchy, uno dei primi organizzatori delle manifestazioni di protesta, ha dichiarato in proposito che “è un primo passo che avrebbe potuto essere annunciato settimane fa”.

La marcia indietro del governo è volta ad arginare la protesta evitando così che possa estendersi a categorie sensibili come studenti e agricoltori. Tra i nuovi appelli portati avanti dai gilet gialli si segnala anche la richiesta di un innalzamento del salario minimo, così da contrastare il calo di potere d’acquisto medio in Francia.

Non basterà certo una moratoria ad addormentarci, le nostre rivendicazioni sono più ampie”, ha dichiarato Benjamin Cauchy. “Vogliamo gli stati generali della fiscalità e la rivalutazione degli stipendi, oltre a un vero elettroshock politico sulla rappresentatività dei cittadini“.