Ibrahimovic-Milan, i tifosi sognano. Saranno accontentati?

0

Notizia freschissima del “Corriere dello Sport”, notizia che scalda i cuori dei tifosi rossoneri di tutto il mondo: Ibrahimovic-Milan, Galliani è al lavoro. Già, perché l’estroso campione svedese ha il contratto che sta per scadere, la data segnata è Giugno 2016, e con tutte le probabilità non ci sarà rinnovo, situazione che a conti fatti svincola il giocatore. Un giocatore svincolato è ormai storicamente un giocatore nel mirino di Galliani, che tra campioni e meteore ha fatto del parametro zero il suo canto di battaglia. Questa volta però, potrebbe davvero concludere un affarone, considerando la caratura di Ibrahimovic, uno che la maglia rossonera l’ha lasciata con il gagliardetto tricolore sul petto. Molto interessanti sono anche i feedback dello stesso Ibra, che già da fine settembre, con il suo classico fare misterioso e imperturbabile aveva aperto alla possibilità di riindossare il rossonero. E per i maligni, i poco convinti,  gli “haters” per così dire, pronti a bollare l’Ibra-parte due come un errore madornale, in luce degli esempi dati già da Shevchenko e Kaká, rammentiamo una cosa. Ibrahimovic sta continuando a giocare un calcio splendido, sempre implacabile faccia a faccia con il portiere, sempre squisito a suggerire l’ultimo passaggio e sempre mozzafiato nei suoi colpi di classe, misto di genialità e spregiudicatezza. Spregiudicatezza che continua a non mancargli, sebbene abbia oramai raggiunto le 34 primavere. Ma Ibrahimovic è anche conosciuto per il suo profondo (forse unico) interesse per “il proprio destino”, cercando di abbellire per quanto possibile il concetto. È infatti disposto a trasferirsi solo e soltanto in una squadra che disputi la Champions League, con l’obbiettivo neanche tanto velato di vincerla. Allora ora tocca al Milan. Ibra vuole venire (anche perché vorrebbe proprio viverci a Milano), Mister Bee è disposto a pagare il suo ricchissimo ingaggio, ora Milan sta a te arrivare almeno al terzo posto. Si é difficile, molto. È dura, anche. Ma, ne vale la pena.