Italia e Olanda non possono fare di meglio

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Il calcio dei professionisti sta cambiando tanto e molto rapidamente. Tra le varie cose che testimoniano una sensazione divenuta ormai un fatto, basta ricordare i Mondiali svoltisi soltanto l’anno scorso. In quella manifestazione la Costa Rica era stata in grado di superare i gironi piazzandosi addirittura davanti ad Italia e Inghilterra, per poi battere la Grecia e raggiungere i quarti di finale, dove si arrese (ma solo ai rigori) all’Olanda. Clamorosa e apparentemente inspiegabile fu anche la vittoria della Germania sul Brasile per 7-1 in semifinale, nonostante i verdeoro avessero dalla propria parte un fattore campo da non sottovalutare.

“Casualità, fortuna”, pensammo in molti. Eppure, se oggi l’Olanda perde 0-1 ad Amsterdam contro l’Islanda, subendo una sconfitta schiacciante dal punto di vista della qualità del gioco e mettendo seriamente in dubbio le proprio possibilità di qualificazione ai prossimi Europei, allora dovremmo fare qualche riflessione in più. Lo stesso vale per l’Italia. E no, il fatto che “gli azzurri non hanno mai fatto bene in queste partite”, come ha detto Buffon alla vigilia del match lasciando tutti un po’ perplessi, non rispecchia più la realtà. Questa sera l’Italia ha vinto contro Malta ma solo per 1-0, rischiando tra l’altro di non portare a casa la vittoria (Pellè segna il gol vittoria colpendo il pallone con un braccio) e mostrando un calcio onestamente brutto da guardare.

Dunque sono l’Islanda e Malta ad essere migliorate o a peggiorare sono state l’Italia e l’Olanda (potremmo prendere ad esempio molte altre nazionali presunte “big”)? La prima è vera, ma lo è ancora di più la seconda. L’Italia vive ad esempio una congiuntura storica in cui non sforna più talenti italiani. Addirittura Conte è costretto a schierare Pellè in attacco, nel giro della nazionale da poco, proprio perché non c’è chi la butta dentro, e Pirlo, il 36enne a fine carriera espatriato in America perché Verratti non è in grado di sostituirlo a dovere.

Con gli Europei che non sono poi così distanti, possiamo iniziare a tirare le somme. Il risultato è che Spagna e Germania sembrano essere le naturali pretendenti ad alzare la coppa. Ma occhio all’Islanda.