La migliore VPN da utilizzare in India

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La domanda – che potrebbe sembrare campata in aria, ma credeteci è più che calzante – è la seguente: perché dovrei avere bisogno di una VPN in India? O meglio ancora: perché mai mi dovrebbe interessare sapere qual è il miglior Virtual Private Network da utilizzare nello stato asiatico?

Se la domanda, come dicevamo, è calzante la risposta non è per niente scontata e anzi nasconde anche una serie di sfaccettature sociopolitiche che non possono essere minimamente trascurate. Per questo motivo ecco perché conoscere la VPN più veloce e sicura da utilizzare in India è un’informazione da sapere e di cui tenere conto. Anche se non andremo mai in India è tuttavia necessario conoscere e avere una certa sensibilità su questo argomento. Ma andiamo con ordine.

Al governo indiano sono state spesso contestate le attività di monitoraggio online di molti cittadini e – in alcune parti del Paese – anche la censura di alcuni siti web considerati dai vertici inappropriati o scomodi. In situazioni di questo tipo, per garantire la libertà di espressione e di informazione, aggirando degli ostacoli (leggasi blocchi) messi ad artificio dall’alto, è possibile intervenire grazie alle VPN, creando cioè un sistema di reti virtuali dentro cui operare e avere in questo modo libero accesso a tutti le informazioni che servono.

Da un estratto de La Repubblica di circa un anno e mezzo fa è possibile entrare nel dettaglio notando come sono ventisei i paesi in cui sono stati individuati dei filtri che abbracciano quattro diversi temi. Si trovano per lo più nell’emisfero medio-orientale del globo dove, non a sorpresa, vediamo che i governi bloccano in primo luogo i contenuti politici critici. Seguono quelli relativi a tematiche sociali, nonché notizie e opinioni che riguardano conflitti e sicurezza. Infine: si impedisce l’accesso a informazioni su determinate tecnologie, come i social media, sistemi per preservare l’anonimato online e aggirare la censura. Una forma di controllo, quest’ultima, che di recente è aumentata in Cina, India, Indonesia, Kazakistan, Russia, Corea del Sud, Turchia, e Uzbekistan. La maggior parte degli Stati adotta una censura onnicomprensiva, che ingloba tutti gli argomenti sopra menzionati, anche se la profondità dei filtri varia di paese in paese. I ricercatori, inoltre, annotano che i censori di tutto il mondo stanno sfruttando sia la lotta al terrorismo sia le fake news per legittimare la loro opera ed estenderla.

Nonostante questa premessa è tuttavia necessario e anzi doveroso segnalare che utilizzare reti VPN nello stato indiano non è vietato. Ovviamente resta inteso un uso lecito e consentito evitando di imbattersi in attività illegali o di navigare nelle cosiddette zone grigie dove è possibile cadere in tentazione o indurre in errore – sulle proprie intenzioni – eventuali osservatori esterni.  

Il caso “indiano” è però indicativo e da esempio. VPN non significa soltanto “ricerca di cose illegali” come molti erroneamente credono e non significa neanche aggirare la propria posizione per vedere una serie tv mentre si è in vacanza dall’altro lato del mondo. VPN significa anche i mezzi e le forze per poter portare avanti dei semplici diritti che in molti paesi sembrano scontati ma che – è ormai palese – non sempre è così.