Miracolo Atletico Madrid, la difesa vale la finale di Champions

L'era del "Cholo" Simeone con l'Atletico Madrid sarà ricordata a lungo. Per i colchoneros si profila un'altra finale di Champions, dopo quella persa contro i rivali del Real due anni fa. Il segreto di questo miracolo? Una difesa rocciosa e una perfetta disposizione tattica di tutta la squadra.

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L’Atletico Madrid è in finale di Champions League, per la seconda volta in tre anni. E’ un vero e proprio miracolo, il cui artefice è senza ombra di dubbio Diego Simeone: al “Cholo” va riconosciuto il merito di aver trasmesso perfettamente ai colchoneros la sua idea tattica, tutta fatta di difesa ad oltranza e contropiede. Per non menzionare la preparazione sui calci piazzati: ogni volta che l’Atletico si appresta a tirare un calcio d’angolo o una punizione dalla distanza, i tifosi avversari tremano di paura. Più o meno tutto questo si è visto ieri sera nel ritorno della semifinale di Champions contro il Bayern Monaco. L’Atletico si presentava all’Allianz Arena dopo aver vinto per 1-0 al Vicente Calderón, un vantaggio minimo che la squadra di Simeone ha difeso in tutti i modi, esattamente come ci si aspettava alla vigilia dell’incontro.

Pep Guardiola
Maledizione semifinali di Champions per Guardiola, che è sempre uscito in questo turno per tre volte consecutive. (blackboxnigeria.com)

Con Pep Guardiola costretto a vincere, i tedeschi sono partiti in quinta davanti al proprio pubblico: le statistiche di fine partita sono state pietosamente in favore della squadra di casa, sia dal punto di vista del possesso palla sia da quello dei tiri provati verso la porta avversaria. Eppure ciò non è bastato a passare il turno, poiché grazie al risultato di 2-1 l’Atletico Madrid ha vinto grazie alla regola dei gol in trasferta. Però, in fondo, le critiche all’oggettivo anti-gioco di Simeone sono oggi surclassate dai dovuti elogi e applausi, perché ciò che conta in queste competizioni è passare il turno e i ragazzi allenati dall’argentino ci hanno dimostrato ancora una volta che la mentalità e l’approccio a queste gare fanno una differenza enorme, consentendo talvolta di ottenere un vero e proprio miracolo calcistico.

Paradossalmente, l’Atletico ha subito la prima rete proprio su uno dei suoi punti di forza: un calcio piazzato di Xabi Alonso, deviato da Gimenez, non ha lasciato scampo ad Oblak dopo 31 minuti di gioco. Poco più tardi il Bayern ha avuto un’altra clamorosa occasione, quando l’arbitro Cakir ha fischiato un rigore a causa di una trattenuta in area dell’ancora protagonista Gimenez su Javi Martinez. Sul dischetto si è presentato Thomas Müller, ma il tedesco ha sbagliato il calcio di rigore. Si va negli spogliatoi, ma Guardiola sa che deve accelerare i tempi. Nella ripresa il Bayern si presenta quindi ancora più aggressivo nel pressing e proprio da ciò nasce il prevedibile gol dell’Atletico: su una rapida ripartenza il Bayern si fa trovare del tutto impreparato e Griezmann non sbaglia dopo essersi trovato tutto solo davanti a Neuer.

E’ 1-1, ormai le speranze di Guardiola si affievoliscono. Non basta infatti neanche il gol del 2-1 al 73′ firmato Robert Lewandowski. Il Bayern continua ad attaccare, l’Atletico a difendersi in maniera perfetta. Più tardi, all’84’, i colchoneros possono usufruire anche di un rigore regalato dal direttore di gara, quando Javi Martinez atterra Fernando Torres ma nettamente fuori area. Sul dischetto ci va lo stesso Torres, ma anche lui sbaglia il tiro dagli undici metri. Alla fine il Bayern ha l’occasione che vale il passaggio del turno: David Alaba ci prova da appena fuori l’area, il suo tiro viene deviato da Teye Partey prendendo in controtempo Oblak, che però riesce in qualche modo a raggiungere la sfera e a sventare il pericolo. Finisce 2-1, l’Atletico Madrid fa un altro miracolo ed è ancora una volta in finale di Champions.