Nainggolan :”Soddisfatto della vittoria”. E su De Rossi chiosa:”Solita Roma…”

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Radja Nainggolan
Radja Nainggolan, intervistato dopo il 2-1 sull'Empoli che qualifica l?inter in Champions. Fonte Youtube

E’ lui l’assoluto match winner dell’incontro che ha regalato all’Inter l’approdo in Champions e all’Empoli l’amara (e immeritata) retrocessione in B. Radja Nainggolan ha trasformato in realtà un sogno rincorso 38 giornate e realizzatosi solamente a pochi minuti dalla fine delle ostilità. Il suo tap-in dopo il palo colpito da Vecino (eroe della qualificazione Champions dell’anno scorso) è stato il sigillo su un match pericolosamente riaperto dal gol di Traorè.

Fermato dai microfoni di Tuttomercatoweb.com all’uscita da San Siro, il forte centrocampista belga ha parlato della gara e del suo contributo alla causa nerazzurra. Più volte accusato di scarso impegno e poca professionalità, il Ninja non ha perso l’occasione per togliersi dei sassolini dalla scarpa.

Interrogato sulle emozioni provate nel momento appena dopo il gol, Radja risponde:”Sono soddisfatto che abbiamo vinto la partita perché penso l’Empoli ha fatto una grande partita. E’ stata forse una gara più sofferta di quest’anno, dobbiamo fare i complimenti ad Handanovic che ha fatto delle parate importanti e ha dimostrato di meritare il premio di miglior portiere della Serie A”.

Parlando del rapporto coi tifosi, ammette candidamente:” Il calcio è questo… Non è un gol che cambia un giocatore, l’ambiente e le opinioni dei tifosi”. Commento amaro circa un amore che dopo tanti mesi stenta ancora a decollare. Poi un commento sul campionato appena concluso. “Ci sono delle cose positive e meno positive. Penso che abbiamo un rammarico soltanto, parlando di squadra, ed è l’uscita in Champions. Andare a pari punti col Tottenham e vederlo poi in finale è una cosa che sicuramente fa un po’ male”.

L’ultima chiosa è ovviamente per la fine del connubio tra la Roma e De Rossi a solo due anni dall’addio di Totti. Lui, da ex giallorosso deluso dalla proprietà americana e sacrificato sull’altare dei ricavi, non le manda a dire e dichiara:“Io devo pensare adesso alla mia squadra, devo portare l’Inter dove deve stare. Il calcio è così, mi dispiace soprattutto perché oggi c’era l’addio di Daniele: un grande giocatore, professionista, capitano e amico. Finire così è un po’ una storia che conosco, senza saperlo non ti rinnovano e adesso è toccato a lui”.