Rivoluzione diritti tv: riformulazione bacino d’utenza, 50% uguale per tutti i club

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Sta per accadere una vera e propria rivoluzione nel mondo dei diritti televisivi nel calcio. Stando a quanto riportato da Repubblica il governo, nella persona del primo ministro Matteo Renzi, avrebbe incaricato due deputate del PD (Lorenza Bonaccorsi e Daniela Angiolini) a riformare i primi due titoli della Legge Melandri, riguardanti proprio lo sfruttamento economico delle trasmissioni degli eventi sportivi. Una mossa ritenuta di fondamentale importanza da parte dell’esecutivo dopo la stangata che l’Autorita garante delle Comunicazioni (AGCOM) ha inflitto pesanti sanzioni all’advisor Infront (l’azienda svizzera che gestisce la vendita dei diritti in Italia della Serie A per conto della Lega), alla stessa Lega ed alle due paytv italiane (Mediaset Premium e Sky) per un totale di 66 milioni di euro a causa di “presunte irregolarità nell’accordo sulla spartizione dei diritti tv”.

La legge attualmente in vigore, progenitrice della vendita centralizzata dei contratti di trasmissione televisiva degli eventi sportivi, prevede che i contratti di servizio (l’attuale scade nel 2018 ed ha un valore di 946 milioni di euro) siano divisi in parti uguali tra i vari club di A con i seguenti criteri:

  • 40% del corrispettivo totale ad ogni squadra, per un totale di circa 20 milioni di euro (come in Inghilterra);
  • 30% in base ai risultati sportivi;
  • 30% in base al bacino d’utenza di ogni club (il numero di tifosi per ogni squadra), secondo un’indagine non ufficiale e criticata dalle stesse società perché non corrisponderebbe alla composizione effettiva dei supporters.

Come detto in precedenza, detta riforma si ispira al modello utilizzato dal 2013 in Premier League: la parte fissa ed uguale per tutti passerebbe al 50% (da 20 a 23 milioni) e la parte del bacino d’utenza non più in base al numero di tifosi, ma in base agli abitanti che ogni città possiede. In seguito, scatterà anche il controllo dell’AGCOM sulla Lega Serie A, che sino ad oggi ha deciso in modo totalmente autonomo i criteri dell’asta che assegna questi diritti.

Ovviamente, la legge deve essere ancora presentata alle due camere per essere discussa e votata, ma se – come sembra – verrebbe approvata, rischierebbe di penalizzare le squadre con più tifosi come la Juventus, Milan ed Inter ed andrebbe a privilegiare Roma, Napoli e Milano, le città aventi più abitanti in Italia.