Scontro Moncalvo-Cruciani, il giornalista de ‘La Verità’: “Ecco come la Juventus comanda i palinsesti dei programmi sportivi”

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Juventus, fonte Flickr
Juventus, fonte Flickr

Ha destato scalpore l’articolo pubblicato ieri da Gigi Moncalvo su La Verità, il giornalista ha accusato la Juventus di controllare i palinsesti dei programmi sportivi e in particolar modo il capo della comunicazione, Claudio Albanese, che in passato avrebbe creato problemi a Maurizio Pistocchi e Paolo Ziliani, entrambi giornalisti Mediaset, e aver favorito la presenza di Giuseppe Cruciani nelle trasmissioni dell’emittente.

Cruciani non ha esitato a replicare su Dagospia e Moncalvo stamani ha risposto nuovamente inviando una lettera proprio a Dagospia. Ecco il testo:

Caro Dago, è strano che Giuseppe Cruciani non lo sappia: nel mondo ci sono i portavoce e i portasilenzi. Il popolare Giuseppe, che appare così turbato per la sua “ragione sociale”, dovrebbe spiegare quanto segue. Da attento cronista qual è, nell’ottobre 2015 aveva assistito, non visto, a un incontro in un famoso hotel milanese (NH President) tra l’allora presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, e l’ex dirigente della Juventus (radiato dalla FIGC) Antonio Giraudo.

Cruciani aveva scattato anche qualche foto col telefonino e tu avevi pubblicato quelle immagini in esclusiva. Cruciani aveva anche rivelato, ma solo in parte, alcuni passaggi da lui captati di quella strana conversazione. Di cui sarebbe stato opportuno conoscere invece tutte le sfumature e i contenuti, dato che verosimilmente, oltre a scattare foto, Cruciani aveva provveduto a registrare l’audio.

Per una strana e fortuita coincidenza, dopo quella vicenda, Cruciani venne invitato con sempre maggiore frequenza alle trasmissioni sportive Mediaset. Prima di allora, era spesso ospite, si dice a titolo di parziale compensazione poiché era saltato il suo contratto con Mediaset per “Radio Belva” su Rete4 tranciato dopo una sola puntata e un miserevole ascolto, e quindi c’era il rischio che diventasse pane per i denti degli avvocati. Dopo quelle parziali anticipazioni sul summit Giraudo-Tavecchio, accadde probabilmente qualcosa, sia in casa-Mediaset che in casa-Cruciani che in casa-Juventus (Giraudo parlava di cose importanti con Tavecchio, conta ancora moltissimo e condiziona assai Andrea Agnelli).

Da quel momento non si ricordano più prese di posizione critiche o severe del Cruciani nei confronti del club bianconero. Non solo i supporter della Lazio, di cui Giuseppe si proclama tifoso, si accorsero di questo singolare revirement. Si trattò di coincidenza spontanea, spontanea, casuale, fortuita? Non c’è dubbio che l’apparato di comunicazione della Juventus sia molto potente e convincente, specie nei confronti di Mediaset Sport e sia necessario il placet della Real Casa perfino sugli opinionisti.

Al contrario, molto temuti sono i niet di Torino su chi non è gradito. Ci sono molti esempi. Maurizio Pistocchi è stato ed è mobbizzato dopo un intervento di Torino sulla direzione sport della TV. Paolo Ziliani si vide chiudere dopo cinque anni il programma che curava su “Premium” (“La Tribù del Calcio”, la produzione in assoluto più vista sul quel canale pay) dopo un incontro dell’estate 2014 , durante il ritiro pre-campionato tra Andrea Agnelli e il neo direttore sport di Mediaset.

Quest’ultimo telefonò a Ziliani, in vacanza in montagna, per raccontargli l’accaduto e farsi bello dicendo: “Mi devi il tuo posto di lavoro, visto che non ti licenzierò come mi hanno chiesto di fare”. In realtà chiusero il programma immediatamente e a Ziliani non venne più affidata alcuna mansione.

Per non parlare della richiesta di licenziamento avanzata contro Paolo Liguori (ma ce ne vuole prima di scalzarlo) dopo che “Straccio” aveva parlato a Radio Kiss Kiss di un arbitraggio sospetto di Rizzoli a favore della Juve. In conclusione diciamo che una cosa è certa: la Real Casa non ha posto veti su Cruciani e come opinionista evidentemente gli sta bene. Peccato per noi telespettatori che siano lontani i tempi di “Controcampo” di Sandro Piccinini e ora siano in voga le Pardo Productions. Per consolarci non resta che Mughini. Grazie per l’ospitalità”.

Secca la controrisposta di Cruciani: “Caro Dago, mi arrendo. Davanti al delirio cospirazionista è tutto inutile”.