Spagna, bocciata legge di bilancio. Indipendentisti catalani tra processo ed elezioni anticipate

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Importante svolta politica in Spagna con possibili riflessi sullo scenario europeo: il parlamento spagnolo ha infatti bocciato la legge di bilancio del governo in carica, aprendo così la strada alla possibile indizione di elezioni anticipate, come già preannunciato dal primo ministro e leader del partito socialista Pedro Sánchez.

Il governo Sanchez avrebbe avuto bisogno del sostegno dei movimenti regionali minori, ma il risultato è stato di 191 voti contrari e 158 a favore. In assenza di una maggioranza di governo, a meno di un anno dall’insediamento di Sanchez si andrà alle terze elezioni in meno di quattro anni. 

Il governo del Partito Socialista avrebbe dovuto contare sul sostegno del partito di sinistra Podemos guidato da Pablo Iglesias, i nazionalisti baschi e i due partiti indipendentisti catalani, Esquerra Republicana (ERC, di sinistra) e il PDeCAT (di centrodestra, il partito dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont);  Ma l’attuale risultato della votazione ha rivelato che l’alleanza non aveva solide basi, con particolare riferimento ai partiti catalani, che hanno votato con i partiti di centrodestra e contro il governo Sánchez.

Prosegue, intanto, il giudizio cominciato al Tribunale Supremo di Madrid contro 12 fra ex ministri della Generalitat catalana e leader della società civile accusati di aver organizzato nell’autunno del 2017 il referendum sull’autodeterminazione della Catalogna, vietato da Madrid. Un giudizio formalmente imparziale ma dalle forti connotazioni politiche, tanto da veder costituito tra gli accusatori il partito di estrema destra Vox, sulla base di un meccanismo del sistema giudiziario spagnolo che lo rende possibile.

Tra i leader catalani accusati di avere tentato la secessione della Catalogna non sarà presente Puigdemont, che dopo avere lasciato la Spagna e dopo una travagliata vicenda giudiziaria, è attualmente in Belgio, impossibilitato a tornare in territorio spagnolo.