Italia da record: gettito fiscale da gioco più alto in Europa

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C’è un record che il nostro Paese detiene in Europa, ed è quello del gettito erariale proveniente dal gioco d’azzardo più alto tra gli stati membri che regolamentano questo settore.

La fonte dei dati è l’Autorità indipendente dei conti pubblici dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), che ha dedicato uno studio specifico al comparto. Nel 2016, anno a cui l’analisi si riferisce, il gettito fiscale proveniente dal settore dei giochi è stato pari a quasi 10 miliardi di euro, corrispondente allo 0,6% del Pil e a oltre il 2% delle entrate tributarie totali.

Se si mettono queste cifre in relazione con il prodotto interno lordo, il fisco italiano può solo che essere soddisfatto, infatti incassa circa il doppio rispetto alla Francia e al Regno Unito ed addirittura quasi il quadruplo rispetto alla Germania e alla Spagna.

Gli elementi che hanno portano ad un tale record sono sostanzialmente due: l’alto livello di tassazione che caratterizza il nostro Paese, rispetto ad altri Stati, e la passione dei cittadini per il gioco d’azzardo nei migliori casino italiani ma anche in lotterie, scommesse sportive e gratta & vinci.

Come emerge dallo studio condotto dall’Upb, il gettito fiscale, al netto delle vincite, è andato aumentando in maniera significativa dal 2006 fino al 2010, passando da circa 6,7 a 8,8 miliardi di euro. Tale incremento è stato prodotto dagli elevati tassi di crescita del settore giochi che sono stati, in media, superiori al 17% annuo. Dal 2011, per alcuni anni, c’è stata una stabilizzazione attorno agli 8 miliardi di euro, spiegata da una notevole riduzione delle entrate fiscali provenienti giochi tradizionali, solo parzialmente compensata dal successo dell’online. Nel 2016 si è registrato un nuovo picco verso l’alto, giustificato da un aumento delle aliquote di tassazione insieme ad una nuova crescita registrata nella raccolta.

Proprio guardando la raccolta complessiva, è possibile farsi un’idea più precisa di quanto sia importante il settore dei giochi nel nostro Paese. Tra il 2000 ed il 2016, la spesa dedicata dagli italiani alle diverse forme di azzardo è passata da 20 a 96 miliardi di euro. L’evoluzione del settore è stata chiaramente sostenuta anche da cambiamenti introdotti a livello legislativo e tecnologico. Con la legalizzazione delle scommesse sportive su portali europei con licenza italiana, avvenuta nel 2006, la successiva regolamentazione dei casinò online (datata luglio 2011) e la crescente diffusione delle opzioni di gioco via mobile, l’offerta si è ampliata notevolmente andando ad affiancare le più tradizionali forme di scommessa.

Nel 2016, è stato redistribuito ai giocatori sotto forma di premi e vincite circa l’80% della raccolta, pari a 77 miliardi di euro. Il rimanente 20% è stato ripartito tra entrare erariali (10,5% della raccolta, corrispondente a circa 10 miliardi di euro) ed il fatturato del settore (8,5% della raccolta, circa 9 miliardi di euro).

Per quanto riguarda il 2017, le stime indicano una raccolta di circa 102 miliardi di euro, a conferma che il settore dei giochi legali è uno dei più forti della nostra economia. Questi sono dati importanti che porranno al nuovo esecutivo non pochi quesiti. Con la riduzione del 30% del parco slot presenti negli esercizi pubblici è infatti prevista una perdita per l’erario di circa 5 miliardi all’anno, mancate entrate che dovranno probabilmente essere compensate con altre misure.

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