Coronavirus, la crisi dopo la crisi: 1 giovane su 6 senza lavoro post pandemia

Uno studio condotto dall'OIL rivela che l'emergenza cancellerà circa 305 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo: i giovani il settore più colpito

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I DATI – La pandemia globale ha causato danni non indifferenti al sistema economico mondiale, e come conseguenza diretta di questo c’è stato un aumento generale della disoccupazione. Ma nell’ambito del mondo dei lavoratori, il settore che senza dubbio ha risentito di più della situazione è stato quello dei lavoratori più giovani.

Secondo uno studio condotto dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), infatti, dall’inizio della crisi Covid-19 1 lavoratore al di sotto dei 29 anni su 6 ha dovuto abbandonare il proprio impiego, mentre quelli che sono riusciti a mantenere il posto hanno visto ridursi le ore d’attività del 23%.

L’Onu si è subito fatta portavoce dei dati raccolti, definendo la classe dei giovani lavoratori del 2020 come “generazione lockdown“, sottolineando il modo in cui la crisi abbia di fatto stroncato le loro opportunità di lavoro e di fare carriera.

In realtà, anche prima dell’emergenza Covid-10, nel 2019 il tasso di disoccupazione giovanile era al 13,6%, ossia molto più alto di qualsiasi altra categoria sociale, con circa 267 milioni di giovani né impiegati nel mondo del lavoro, né in quello dell’istruzione o dei corsi professionali. Ad accompagnare questa situazione è arrivata la pandemia, che secondo lo studio cancellerà circa 305 milioni di posti di lavoro a livello mondiale.

Ma gran parte dei soggetti intervistati dall’OIL sembra conoscere perfettamente le circostanze; quasi la metà degli studenti ritiene che il loro percorso di istruzione verrà rallentato, mentre il 10% pensa che non riuscirà a completare l’addestramento professionale. Inoltre il 60% delle giovani donne e il 53% dei giovani uomini interpellati ritengono che le loro prospettive di carriera ‘siano a rischio’.