Coronavirus, premier Conte: piano per un possibile secondo lockdown

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È innegabile la risalita del numero di contagiati di Coronavirus in Italia. Nonostante il premier Giuseppe Conte abbia più volte ribadito che non ci sarà un lockdown simile a quello attuato a marzo, non esclude un piano per un secondo stop, questa volta progressivo e mirato.

IL PIANO DEL GOVERNO – Come già riportato da Il Mattino Il Messaggero, Conte insieme al Ministro della Salute Roberto Speranza e il Comitato tecnico scientifico (Cts) stanno valutando delle misure per frenare i contagi.

L’impennata del numero dei positivi sta facendo tremare il Governo, che teme un possibile collasso della sanità. Da questo incontro, sono due i punti fermi emersi nel dossier:

  • le scuole devono restare aperte il più possibile;
  • evitare il lockdown nazionale, come pure la chiusura delle attività produttive.

Con la riapertura delle scuole, infatti, si sta avendo un aumento di contagi e ciò ha portato Palazzo Chigi ad attuare un piano per un possibile secondo lockdown. Questa volta, però, non vi saranno totali chiusure e la gente non sarà costretta a rimanere chiusa dentro casa. Il lockdown attuato a marzo ha infatti minato visibilmente all’economia del Paese, proprio per questo il Governo ha optato per una fase mirata.

Nel caso in cui i contagi dovessero risalire in maniera spaventosa, come sta già accadendo in alcuni paesi europei, verrebbero chiuse alcune attività. Inoltre verrebbe applicato il divieto di assembramento, con un limite di 6-10 persone. Con questa misura, subirebbero uno stop i matrimoni, le feste private e le riunioni di famiglia. Un altro step, sempre presente nel dossier redatto dall’incontro, sarebbe l’introduzione di un coprifuoco. Alle attività commerciali, quindi, verrebbe applicata una chiusura forzata alle 22 di sera.

Come già spiegato prima, il secondo lockdown sarebbe progressivo e mirato. Proprio per questo, in caso di una risalita di positivi al Coronavirus, le prime chiusure previste riguarderebbero attività quali i cinema, i teatri, le palestre. Successivamente ad abbassare nuovamente la saracinesca sarebbero i centri estetici e i parrucchieri, seguiti da bar e ristoranti. Per quanto riguarda il lavoro in ufficio, invece, si ritornerebbe allo smart-working.

Un secondo lockdown minerebbe ulteriormente all’economia dello Stato, ma anche delle attività che rischierebbero nuovamente di chiudere. Già con il primo stop sono stati tanti i commercianti e gli imprenditori che si sono ritrovati a dover chiudere e dichiarare fallimento. Proprio per questo si sta riflettendo su nuove norme anti-contagio più severe.