Covid, l’Iss conferma: rinvenute tracce di virus in acque italiane già a dicembre

Su un totale di 40 campioni raccolti da ottobre a febbraio in molte città italiane tra cui Milano, Torino e Bologna, 14 hanno mostrato tracce di RNA di Sars-Cov-2

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I DATI – A confermarlo è uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con Smat, l’azienda torinese delle acque, e con le altre aziende analoghe delle altre grandi città italiane. Come riportato da Luca Lucentinidirettore del Reparto di qualità dell’acqua e salute dell’Iss, su un totale di 40 campioni raccolti da ottobre 2019 a febbraio 2020 in molte città italiane, tra cui Milano, Torino e Bologna, 14 hanno mostrato tracce di RNA di Sars-Cov-2.

I dati raccolti costituiscono dunque una conferma definitiva sul fatto che il virus in realtà circolasse in territorio italiano da molto tempo prima rispetto al primo rilevamento in Lombardia, nel lodigiano, risalente allo scorso 21 febbraio.

“Dal 2007 con il mio gruppo portiamo avanti attività di ricerca in virologia ambientale e raccogliamo e analizziamo campioni di acque reflue prelevati all’ingresso di impianti di depurazione”: sono state queste le parole di Giuseppina La Rosa, del Reparto di Qualità dell’Acqua e Salute del Dipartimento di Ambiente e Salute del’Iss, che ha condotto lo studio in collaborazione con Elisabetta Suffredini del Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria.

“Questa ricerca – ha continuato La Rosa – può contribuire a comprendere l’inizio della circolazione del virus in Italia e fornisce informazioni coerenti rispetto ad altri risultati ottenuti dall’analisi retrospettiva su campioni di pazienti ospedalizzati in Francia, che identificavano un positivo al Sars-Cov-2 in un campione respiratorio, quindi clinico, risalente alla fine di dicembre 2019, e ad un recente lavoro spagnolo che ha rinvenuto  Rna di Sars-Cov-2 in campioni di acque reflue raccolte nella metà di gennaio a Barcellona, circa 40 giorni prima della notifica del primo caso autoctono”.

Lo studio reso noto oggi dall’Iss appare a prima vista in contrasto con quanto dichiarato dall’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente, lo scorso 7 maggio; i dati di allora, infatti, affermavano che non ci fossero tracce di Coronavirus nelle acque e nell’aria di Torino.