Enzo Costanza e la malattia: non voleva far del male al figlio

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Enzo Costanza
Enzo Costanza

Enzo Costanza

Enzo Costanza, dopo aver portato via il figlio di appena due settimane martedì scorso, è stato finalmente rintracciato. Affetto da problemi psichiatrici, l’uomo aveva abbandonato nel parcheggio di un centro commerciale piemontese la moglie Stefania Ciasullo, di 32 anni, per recarsi prima in Francia e poi in Spagna, portando con sé il neonato.

Venerdì scorso è stato finalmente rintracciato nella città iberica di Albacete. “Enzo deve riprendere a curarsi. Con le sue medicine va tutto bene. Facciamo una vita bella, piena di interessi, usciamo spesso. Purtroppo, quando smette, soffre. E’ come un diabetico che deve prendere l’insulina per tenersi sotto controllo, solo che il suo male è più difficile da accettare socialmente”, queste le parole della moglie, che non ha alcuna intenzione di abbandonare il marito malato, nonostante i giorni di angoscia.

La malattia ebbe inizio nel 2006 a seguito di un periodo di stress intenso. L’uomo lavorava di notte e intanto preparava la tesi su l’antropologia delle minoranze etniche in Vietnam. Prima l’insonnia, poi le paranoie e alla fine il rapimento del suo stesso bambino.

“Ho avuto paura, poi ho saputo che a Lione aveva comprato i biberon… Enzo è un brava persona. Intelligente, simpatica, generosa. Altrimenti non ci saremmo sposati, non avremmo fatto un bambino insieme”, queste ancora le riflessioni di Stefania Ciasullo sull’accaduto.

Enzo Costanza sarà interrogato dal pm italiano Valerio Longi, che deciderà se formulare o meno un reato a suo carico. Per ora la procura di Torino ha solo segnalato il caso ai servizi sociali, ma non ha ritenuto necessario adottare alcun provvedimento di limitazione del riavvicinamento di padre e figlio.