Evita il pericolo Mihajilovic, inizia a tremare Allegri: tre gare a disposizione!

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Se da Milano il pericolo esonero per il tecnico rossonero è stato scampato, grazie alle due vittorie casalinghe col Sassuolo e col Chievo, la stessa cosa non si può certo dire in casa Juve. Mihajilovic tira un sospiro di sollievo, almeno temporaneo, per quanto riguarda il tener salva la poltrona, ma passa il testimone a Massimiliano Allegri, potremmo dire, il quale dopo la sconfitta in trasferta, proprio contro il Sassuolo, è sotto accusa.
Al termine della gara di ieri sera sono arrivate le dichiarazioni pesanti fatte da capitan Buffon ed Evra, forse i due uomini più esperti del gruppo, con Gigi la cui parola ha forse ancor più peso di quella del patron Agnelli.

Il portierone bianconero ha fatto vibrare i microfoni, nell’intervista post partita, definendo un “primo tempo scandaloso” quello giocato dalla Juventus ieri in Emilia Romagna. Le accuse di Buffon suonano come un forte campanello d’allarme per chi è al vertice, chiaramente indirizzate ai compagni, ma soprattutto al mister, indiziato numero uno delle tante, troppe disfatte in cui è incappata la squadra bianconera in quest’avvio di stagione.
Evra, invece, si riferisce apertamente ai soli compagni di squadra, invitandoli quantomeno a “rispettare la maglia che indossano”, dice l’esterno ex United.

Le critiche, però, che più spaventano la società sono quelle derivanti dal mercato, dai tifosi quindi, il vero motore di ogni squadra. Feroci le critiche dei fan bianconeri, le quali sembrano non avere destinatari, ma si scagliano contro tutti in maniera sparsa, a partire dalla dirigenza fino ad arrivare ai giocatori in tribuna, passando ovviamente per il tecnico, forse assunto come capro espiatorio di una disfatta generale di più ampia portata.
Il cuore pulsante della squadra ha smesso di battere, o almeno sembra. Ad accogliere i tifosi all’uscita dalla stazione ferroviaria di Torino stanotte c’era soltanto il pullman della Juventus.
Analoga situazione si è riproposta oggi a Vinovo, dove la sconfitta ha suscitato totale indifferenza da parte dei tifosi nel sostenere la squadra al centro tecnico d’allenamento. Stamattina solo un tifoso presente, in cerca di autografi.

Intanto Max Allegri inizia a preparare le strategie di salvezza per la squadra, ma ancor prima per la sua posizione, che adesso è passata da una stabilità troppo spesso ripetuta ad una repentina instabilità, che si è concretizzata nell’immediato in un ultimatum lanciato dalla società nei confronti dell’allenatore: la triade Torino, Borussia M’gladbach ed Empoli sarà monitorata strettamente da chi detiene il controllo gestionale della società, valutando quindi i comportamenti del tecnico e le decisioni assunte nelle prossime tre giornate, al fine di verificare la sua idoneità o meno sulla panchina della Juve, il che ne determinerà anche la permanenza prolungata o l’immediato esonero.

Un banco di prova fondamentale, quindi, quello a cui sarà sottoposto il tecnico ex Milan, il quale dovrà conseguire delle buone prestazioni, accompagnate anche da risultati utili, dopo la fallimentare partenza di stagione, la quale ha fatto registrare dei dati negativi terrificanti, battendo i record peggiori che la Juve ha conseguito negli ultimi venti o, addirittura, trent’anni. Parliamo del fatto che per la prima volta, dall’annata del 1993, saranno i rivali del derby di Torino a guardare la Vecchia Signora dall’alto verso il basso, oltre al fatto che è dalla stagione 1969/1970 che la Juventus non faceva registrare dei risultati così bassi, con 3 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte soltanto.

Caro Allegri, le speranze di successo si allontanano sempre più e con loro anche l’imminente scalata promessa entro marzo. Stesso dicasi per il discorso di dimezzare il gap con la capolista entro Natale, di tornare a vincere dopo le prime otto giornate: insomma tutte chiacchiere, potremmo definire, quelle pronunciate dall’allenatore bianconero fino a questo momento. Mister quand’è che darai ai fan di questa società un po’ più d’arrosto ed un po’ meno di fumo, se mai sarà possibile?
Intanto la Juve resta 12esima a quota 12 punti, numeri che fanno venir la pelle d’oca per chi ha una storia così importante alle spalle.