Rifiuti: sanzione di 27 milioni di euro a Corepla per abuso di posizione dominante

Il consorzio ha ostacolato la concorrenza e di conseguenza l’introduzione dei moderni servizi di recupero e riciclo delle bottiglie “bottle to bottle” già utilizzati in Europa

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Al termine di una importante inchiesta sui “monopolisti dei rifiuti” l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accertato che Corepla, il consorzio nazionale di filiera della plastica, ha abusato della propria posizione dominante nel mercato italiano. Dalla pagina web ufficiale si legge che la mission di Corepla è quella di “sensibilizzare i cittadini, le imprese e i Comuni alla corretta gestione degli imballaggi in plastica e alla massimizzazione del loro recupero e riciclo.”

E’ emersa però, nell’ambito delle indagini, una chiara posizione di dominio dell’impresa per la fornitura di servizi di avvio a riciclo e recupero degli imballaggi plastici in pet (bottiglie di plastica per acqua e bibite), che vengono offerti ai produttori chiamati a ottemperare agli obblighi ambientali.

Di fatto Corepla – secondo quanto scrive il Garante – ha attuato una complessa strategia volta ad ostacolare l’operatività di un’altra società la Coripet (il consorzio milanese costituito dai produttori di bottiglie in plastica per liquidi alimentari) precedentemente aderenti a Corepla, autorizzato ad operare in via provvisoria dal Ministero dell’Ambiente dal 2018 sulla base di un progetto innovativo di recupero e riciclo del pet.

Per queste ragioni l’Autorità ha irrogato una sanzione di oltre 27 milioni di euro nei confronti di Corepla. La sanzione arriva dopo che, nell’ottobre 2019, l’Autorità aveva già adottato misure cautelari per l’eliminazione delle pretese esclusive di Corepla sui materiali rinvenienti dalla raccolta differenziata urbana.

Il progetto in questione prevede la gestione di materiali di risulta, oltre che dalla tradizionale raccolta differenziata urbana, anche dalla progressiva installazione sul territorio di raccoglitori automatici (c.d. eco-compattatori). Questi eco-compattatori da anni presenti in altri Stati europei, sono in grado di ricevere direttamente dai consumatori finali le bottiglie di plastica vuote. In questo modo si stimola, sulla base di benefit economici incentivanti, la differenziazione nella raccolta di imballaggi plastici in pet ad uso alimentare e si consente l’attivazione del c.d. circuito “bottle to bottle”, esempio di attuazione di economia circolare.

Per acquisire il diritto ad operare permanentemente sul mercato, Coripet doveva comprovare la propria capacità operativa entro due anni dalla data di autorizzazione provvisoria, ma la sua attività è stata ostacolata da una serie di condotte abusive poste in essere da Corepla.

In particolare, l’istruttoria condotta dall’Autorità ha accertato che Corepla ha impedito a Coripet di accedere alla gestione dei rifiuti plastici riconducibili ai propri consorziati, sia ostacolando il raggiungimento di un accordo del nuovo entrante con l’Anci, sia rifiutandosi di stipulare con Coripet un accordo transitorio, che si era reso necessario per l’impossibilità di siglare direttamente un accordo con l’Anci. Violando pertanto l’art. 102 TFUE.