Grecia, incendiata la casa del presidente degli arbitri: sospesi tutti i campionati

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foto commons.wikimedia.org
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Ancora problemi nel calcio greco: la Federazione Nazionale ha sospeso a tempo indeterminato tutti i campionati in seguito ad un atto gravissimo. E’ stata infatti bruciata l’abitazione del presidente degli arbitri Giorgos Bikas, incendio che si sospetta essere doloso. La scorsa settimana Bikas aveva denunciato pubblicamente che un altro arbitro di alto livello era stato minacciato fuori della sua casa da alcuni sconosciuti. I campionati riprenderanno quando le indagini faranno maggiore chiarezza sull’accaduto. Il torneo non era partito nel migliore dei modi: già a settembre fu posticipato l’avvio della competizione a causa di contrasti interni riguardo la sicurezza tra Lega e Federazione (commissariato dalla Fifa a settembre). Questo novembre c’erano stati altri scontri tra i tifosi del Panathinaikos e la polizia, che difendeva gli ultrà dello Standard Liegi durante la partita di Europa League.

Non è la prima volta che in Grecia il campionato viene interrotto per atti di violenza. Nel febbraio del 2015 il governo Tsipras aveva deciso di sospendere il campionato in seguito a scontri tra tifosi, soprattutto nel derby di Atene tra Panathinaikos e Olympiacos, ma anche nella sfida tra Larissa e Olympiacos Volou. Le partite ripresero un mese dopo con l’obbligo di giocare a porte chiuse. A distanza di nemmeno due anni di nuovo lo stop, questa volta causato dal grave atto minatorio nei confronti del capo degli arbitri Bikas.

Anche il calcio, in Grecia, risente molto della difficile situazione politica e la Fifa sta iniziando a prendere dei provvedimenti per combattere la corruzione creatasi all’interno della stessa Federazione.