Inter, tra delusioni e promesse mancate saluteranno in sei: Conte ritorna sergente di ferro

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Antonio Conte, allenatore dell'Inter
Antonio Conte, allenatore dell'Inter

Le parole di Conte non lasciano spazio ad alcun dubbio di sorta. Furente per la gara dominata e poi miseramente persa contro il Bologna, il coach si è presentato davanti alle telecamere con l’aria di chi esige dai suoi lo scatto d’orgoglio per portare a termine con successo questa stagione di rodaggio. “Siamo tutti sotto esame” una dichiarazione che svela il momento buio nello spogliatoio nerazzurro e la voglia di rivalsa del salentino. Essere sotto esame significa però anche capire su chi continuare a fare affidamento nel futuro e chi salutare al fischio finale del campionato del 2 agosto.

L’Inter sarà rivoltata come un calzino per capire gli elementi che continueranno a difenderne i colori e quelli che, con somma ignominia, dovranno trovare fortuna altrove. Tutti saranno passati al vaglio e quasi nessuno potrà dirsi completamente sicuro del proprio posto in squadra. Nomi che potrebbero affiancare i sei che già da oggi sembrano quelli condannati all’addio.

Il primo della lista è Diego Godin. Il totem difensivo dell’Atletico Madrid cercava all’Inter di dimostrare che a 34 anni sarebbe stato ancora in grado di guidare un club dalle grandissime ambizioni. Missione fallita miseramente. Il suo regno in difesa è durato lo spazio di un battito di ciglia, perennemente messo in ombra da un ragazzino appena ventenne con poco più di una stagione in A sulle spalle. La beffa delle beffe è essere stato scavalcato nella classifica di piacimento di Conte anche da Andrea Ranocchia, uno che il campo l’ha visto col lumicino nell’ultimo biennio.

Luce verde alla cessione anche dell’ esterno sinistri, ex Juventus, Asamoah e al rientrante Dalbert. Ancora indecifrabile il destino del brasiliano in bilico tra una acquisizione definitiva della Fiorentina e l’inserimento in lista trasferimenti. A suo discapito ci sarà il ritorno tra i viola di Biraghi che non verrà riscattato dai nerazzurri. L’esterno non si è comportato malissimo durante questi mesi ma non ha nemmeno brillato per talento e dinamismo. Per la fascia sinistra si guarderà altrove. In arrivo è già segnalato da tempo almeno uno tra Emerson Palmieri e Marcos Alonso.

Ai titoli di cosa anche l’esperienza italiana del nigeriano Moses. Il giocatore del Chelsea non sarà riscattato e dovrà guardarsi attorno da qui alla fine della sessione estiva di calciomercato. Conte lo ha voluto in un periodo di grande emergenza sulla destra. L’arrivo di Achraf Hakimi dal Real Madrid chiude ogni possibilità di riconferma o di trattativa con i Blues. Centrocampo in pieno restyling con l’addio congiunto di Vecino e Gagliardini. Le prestazioni dei due mediani hanno deluso in maniera profonda Conte e si cercherà di racimolare dal doppio divorzio una quota che permetta all’Inter di sostituire i partenti con alternative di livello.