Il Kazakistan di Nazarbayev alla prova delle riforme costituzionali

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Il presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, promotore del pacchetto di riforme costituzionali in discussione del paese, http://en.kremlin.ru/
Il parlamento kazako ad Astana, By msykos - http://www.flickr.com/photos/msykos/2572704701/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14670458
Il parlamento kazako ad Astana, By msykos – http://www.flickr.com/photos/msykos/2572704701/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14670458

Il parlamento kazako ha approvato in prima lettura, questo venerdì, un pacchetto di riforme costituzionali, volte a limitare i poteri presidenziali, a beneficio dell’organo legislativo e del governo. Gli emendamenti, che andranno a modificare 23 articoli della costituzione, hanno ottenuto anche l’endorsement del presidente Nursultan Nazarbayev, e diverranno legge una volta approvati in seconda lettura (prevista per lunedì), con successiva firma del capo dello stato.

E’ stato lo stesso presidente, in Gennaio, a proporre tali riforme costituzionali, col fine di rendere le istituzioni del Kazakistan più stabili ed efficienti, per rispondere alle sfide della modernità. Va qui ricordato che, il paese dell’Asia Centrale, dopo la morte dell’uzbeko Islam Karimov, è il solo stato della regione ad essere ancora governato da un leader dell’era comunista. Nursultan Nazarbayev detiene il potere da più di 3 decadi e oggi, all’età di 77 anni, ancora non si conosce un suo successore o cosa accadrà, quando il momento della successione sarà inevitabile.

Questo stato di incertezza sul futuro politico del paese preoccupa gli investitori, che pure sono attratti dalle sue risorse naturali (petrolio e metalli in primo luogo). Ed è la messa in sicurezza del Kazakistan dal punto di vista economico ad essere il motore, la causa prima, di queste riforme costituzionali. Si è dunque scelto di non accentrare tutti i poteri nelle mani di un successore, ma di trasferire parte dei poteri presidenziali ad attori diversi. In particolare, il Majilis (il parlamento kazako) potrà formare un governo che avrà maggiori poteri per dirigere l’economia. Rimarranno al presidente i poteri relativi alla politica estera e di sicurezza e alle decisioni su problemi strategici, oltre al ruolo di arbitro tra i vari rami delle istituzioni.

Va sottolineato come la riforma sia comunque timida, dato che il Nur Otan, il partito di Nazarbayev, domina il Majilis occupandone 83 seggi su 107. L’opposizione ha un ruolo pressoché vestigiale, data la forte dittatura personalistica cui è sottoposto il Kazakistan.