Mancini vuole Pirlo all’Inter: “È un campione, fa la differenza”

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I TEMI
Roberto Mancini tratta alcuni punti cruciali per capire meglio la situazione dell’Inter e la sua posizione di allenatore, in merito ai risultati attesi nell’immediato futuro. Spuntano fuori anche delle voci di mercato molto interessanti e di squadre favorite nella corsa scudetto in questa occulta Serie A 2015/2016 che pare ancora non aver designato delle linee guida, un campionato quello di quest’anno davvero senza padroni dopo le spavalderie dello strapotere bianconero nell’ultimo quinquennio.

CONFERENZA ALLA VIGILIA
Si è tenuta stamane la conferenza stampa dell’Inter alla vigilia, nella quale ha parlato mister Roberto Mancini per annunciare la trasferta che si terrà domani a Torino contro i la formazione granata alle ore 12.30, match importante per conservare la prima posizione, in un duello spalla a spalla con la Viola, in questo miscuglio di potenzialità quale si sta rivelando la Serie A. Un programma ben definito quello dei nerazzurri quest’oggi: allenamento, pranzo e partenza per il capoluogo piemontese, i tempi per effettuare le scelte giuste per Mancini sono ristretti, mancano 24 ore al fischio d’inizio ed un sol dubbio assale la mente degli interessati alla squadra: Mauro Icardi in campo dall’inizio? Mancini si è espresso in conferenza in maniera chiara: “La panchina contro la Roma non doveva essere per lui un messaggio, è stata soltanto una scelta tattica com’è capitato a Jovetic a Bologna. A volte bisogna escludere anche i migliori della rosa dalla formazione titolare, anche se a malincuore, ma capita a tutti. La Juve lascia fuori Dybala e Morata, il Milan Luiz Adriano, ma sono sicuro che Mauro alla fine sarà quello che farà più gol di tutti”.

MERCATO
Smentisce subito le voci di mercato Mancini, le quali lo vedevano protagonista di una telefonata all’ex centrocampista di Inter, Milan e Juve Andrea Pirlo, un campione che nel suo ruolo non ha bisogno di presentazione, un regista che conosciamo bene in Italia, il migliore di tutti i tempi probabilmente, in Italia e non solo. Si è parlato tanto di malumori del campione italiano dopo la sua prima stagione in Mls, un calcio probabilmente che non è in grado di dargli stimoli adeguati. Mancini afferma: “Non ho mai parlato con lui, è tutto falso. Non so che intenzioni abbia lui in questo momento, ora che la stagione di Mls è terminata. Semmai volesse tornare in Italia, certo qualcuno potrebbe essere interessato a riprenderlo. Non è un giocatore normale, ha qualità tecniche eccellenti, è un campione. Capisce il gioco prima degli altri”. Ma l’allenatore dell’Inter sa bene quali sono i suoi limiti e, pertanto, di mercato preferisce non parlarne, difatti afferma: “Non è il mio ruolo”.
Elimina anche tutte le possibili indiscrezioni che lo vedono in partenza, magari al Chelsea: “Basterà perdere un paio di partite e scriveranno che non sono più adatto”.

OBIETTIVO SCUDETTO
Si torna, poi, a parlare di campionato, in particolare di corsa scudetto. Mancini dichiara: “Non siamo i favoriti, ma credo che nemmeno ci sia una squadra favorita in generale. Credo semmai che ci siano squadre come Napoli e Roma che hanno più certezze perché stanno insieme da più tempo. Noi dobbiamo migliorare in fretta e in questo miglioramento rientra anche segnare più gol. La fortuna? Sono d’accordo con Mihajlovic, in una stagione serve anche quella”.
Infine il tecnico parla del turnover, da tutti atteso per la sfida contro il Toro di Ventura, dicendo che in quest’Inter 2015/2016 tutti hanno giocato tranne Montoya, il quale però potrebbe essere presto schierato, magari a partita in corso, poiché è un buon giocatore, ma soprattutto un professionista serio che si allena con dedizione.
Infine l’elogio a Ventura: “Non basterà giocare bene domani, Ventura è un bravo allenatore che conosce bene il calcio. Saremo costretti a lottare su ogni pallone”.

LE ATTESE
Vedremo come si comporterà allora, domani all’ora di pranzo, l’Inter di Roberto Mancini, vedremo se sarà in grado di balzare avanti in solitaria in classifica, se, invece, sarà a costretta a procedere a braccetto con la Fiorentina di Sousa, oppure se sarà costretta a cedere il passo alla rivale. Un match importante, quindi, che arriva in una fase del campionato più che delicata. Chissà che dal duello non ne possano approfittare la Roma o il Napoli, pronte lì in retroguardia ad aspettare la caduta delle due in vetta a pari punti.