Morto suicida il cantante dei Linkin Park Chester Bennington

Il frontman del gruppo nu-metal si è impiccato nella sua residenza in California. Soffriva di depressione e lottava contro l'abuso di alcool e droghe.

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Chester Bennington e Mike Shinoda (foto da wikimedia commons)

Grave lutto nel mondo della musica: Chester Bennington, cantante e fondatore dei Linkin Park, si è suicidato all’età di 41 anni impiccandosi in una residenza a Palos Verdes Estates, in California. Non sono stati diffusi comunicati ufficiali da parte della band, ma è quanto si apprende dalle principali testate internazionali.

Dotato di una voce inconfondibile, che sapeva essere allo stesso tempo carezzevole e graffiante e che ha reso la band famosa in tutto il mondo grazie a uno stile più dolce e malinconico rispetto al “tradizionale” metal, Chester soffriva da tempo di una grave depressione che affondava le sue radici in un’infanzia difficile e lottava contro la dipendenza da alcool e droghe.

Non è certo un caso che questa drammatica morte arrivi a pochi mesi di distanza da quella di Chris Cornell, ex cantante dei Soundgarden e storica voce del grunge di Seattle a cui Bennington era legato da una profonda amicizia. Anche Cornell, che proprio ieri avrebbe compiuto 53 anni, si è impiccato. Il giorno dopo la sua morte, Bennington aveva scritto una toccante lettera aperta per ricordare l’amico.

Frontman dei Linkin Park fin dall’esordio nel 2000 con l’album ormai iconico Hybrid Theory, Bennington era stato anche il cantante degli Stone Temple Pilots dal 2013 al 2015 ed era stato inserito nella classifica dei 100 migliori cantanti metal di tutti i tempi alla 46esima posizione nel 2006. Lascia sei figli avuti da due mogli.

La band nu-metal californiana è uno dei gruppi di maggior successo dell’ultimo decennio con più di 60 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. La grave perdita mette in discussione il percorso della band per l’immediato futuro, in attesa che gli altri componenti elaborino quanto accaduto e valutino nuovi possibili scenari per l’avvenire, con la consapevolezza che nulla potrà mai più essere come prima.