Napoli, allarme cambiamento climatico: “Alcuni tratti litorali potrebbero finire sott’acqua”

Il cambiamento climatico inizia a provocare i primi seri danni alla penisola. Il caso della città di Napoli preoccupa gli esperti

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Napoli. Foto di Google Contrassegnata per essere riutilizzata

Ormai da diverso tempo assistiamo a fenomeni naturali di grande portata a causa del cambiamento climatico che sta investendo pressoché tutto il pianeta. In Italia, durante l’estate, si sono verificati episodi allarmanti come mareggiate, grandine, Scirocco che ha innalzato le temperature ben oltre i 40 gradi.

Il cambiamento climatico potrebbe procurare effetti devastanti alla città di Napoli. Secondo le previsioni della NASA, infatti, entro il 2100 il livello del mare potrebbe innalzarsi generando diverse mareggiate.

LO STUDIO DELLA NASA – L’agenzia governativa civile, National Aeronautics and Space Administration, ha diffuso le previsioni relative all’innalzamento dei mari analizzando i dati dell’Ipcc, nella sezione Sea Level Change. Per quanto riguarda la città di Napoli, pare che le stime si aggirino tra i 32 e 88 cm. Questo significa che il cambiamento climatico potrebbe avere degli effetti devastanti soprattutto sui tratti litorali.

Giorgio Budillon, professore di Oceanografia e Fisica dell’atmosfera dell’Università Parthenope, ha rilasciato un’intervista al Corriere del Mezzogiorno e spiegato le conseguenze di tale innalzamento. “Trentadue centimetri sembrano pochi ma già un simile innalzamento può avere effetti disastrosi” ha esordito il docente.

“Abbiamo scoperto che il livello del mare si era alzato perché il vento aveva accumulato acqua sotto costa. Per questo le onde hanno provocato così tanti danni. Quello di dicembre, che è stato un evento eccezionale, rischia di diventare frequente o molto frequente e ne sarebbe colpito in particolare il litorale esposto ai venti di libeccio e di ponente” ha spiegato ricordando la mareggiata dello scorso dicembre.

LE CONSEGUENZE – Gli effetti dell’innalzamento dell’acqua porteranno dei cambiamenti irreversibili su tutta la regione. “Tratti della costa napoletana, pensiamo a Posillipo e Mergellina, e di quella campana, come il litorale casertano, con un incremento del livello del mare come quello preventivato dalla Nasa, finirebbero sott’acqua” ha continuato il prof. Giorgio Budillon.

“Ad ottobre, con l’avvento dell’aria fredda sul Mediterraneo, il mare, che ora è caldissimo, cederà il calore all’atmosfera in maniera repentina. Con così tanta energia si rischiano piogge torrenziali e trombe d’aria” ha detto il docente. Occorre, quindi, un intervento tempestivo per arginare eventuali danni.